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19.03.2017

Festa in azienda
Nato il primo bimbo
con il baby bonus

Silvia Pigato con in braccio il piccolo Giovanni, abbracciata dal marito Andrea Caretta. FOTO STELLA
Silvia Pigato con in braccio il piccolo Giovanni, abbracciata dal marito Andrea Caretta. FOTO STELLA

ZANÈ. È già arrivato il primo fiocco azzurro nella bacheca della Brazzale, a Zanè, l’azienda che ha deciso di condividere la gioia dei suoi dipendenti per l’arrivo di un bambino, donando 1.500 euro per ogni nuovo nato, il valore di una mensilità. Il primo “baby” a usufruire di questa donazione è nato il 9 marzo, si chiama Giovanni, «Un nome che ci piaceva» precisa mamma Silvia, ma per una bella casualità è anche il nome del fondatore della Brazzale, quel Giovanni Maria che ha dato origine alla più antica azienda familiare, nel 1784.

Non si può dire che l’arrivo di Giovanni sia stato favorito dal bonus, visto che quando si è diffusa la notizia era già quasi pronto per nascere: «Mi hanno informato i colleghi, e trovo che sia una bellissima iniziativa» commenta Silvia Pigato, 30 anni, che vive a Salcedo con il marito Andrea Caretta e in azienda si occupa di controllo di qualità. In questi giorni invece si sta sperimentando in un ruolo tutto nuovo, dividendosi fra poppate e cambio di pannolini. «L’idea di mettere su famiglia la avevamo da un po’ - racconta - avevamo ben valutato cosa significa mettere al mondo un bambino, consapevoli dell’impegno che comporta, sotto tutti i punti di vista. Considero questo bonus un segno di buon augurio per Giovanni, oltre che un occhio di riguardo per la famiglia. Acquisteremo cose per lui. Devo dire che questa iniziativa fa doppiamente bene, perché mi sento tutelata nell’essere mamma».

Un concetto condiviso da Anna Saccardo, futura mamma di Matilde, che ha iniziato da qualche giorno il congedo per maternità: «Lavoro in questa azienda da meno di due anni - racconta - e confesso che non avevo proprio il cuor leggero quando ho comunicato la notizia della mia gravidanza, dal momento che ricopro un ruolo di responsabilità. La reazione invece mi ha lasciato stupita e nello stesso tempo strafelice, perché ho colto gioia da parte di tutti».

«Quando mi sono presentata alla Brazzale - ricorda - non era un momento facile. L’azienda per cui lavoravo si era trasferita, troppo lontano per poter conciliare il lavoro con il mio progetto di famiglia. Ero consapevole che non fosse facile assumere una donna di 30 anni che avrebbe potuto avere un bambino. Forse a loro serviva la mia professionalità e nell’arco di una settimana sono stata assunta. Adesso c’è stato tutto il tempo per trovare un sostituto, che ho formato per tre mesi. Questo mi permetterà di occuparmi della bambina per tutto il tempo che la legge mi permette».

«L’aiuto economico che arriverà dall’azienda è particolarmente gradito - conclude - lo utilizzeremo per acquistare il corredo e quanto serve per accogliere la bimba».

L’iniziativa della Brazzale potrebbe diventare contagiosa: è di ieri la notizia che è stata adottata anche da una società finanziaria di Malta. Questo mentre in Italia l’on. Filippo Busin sta preparando una proposta di legge per defiscalizzare il bonus.

Marialuisa Duso
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