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12.10.2017

Crac “Emmevizeta srl”
Amministratore a giudizio

Un’aula del tribunale penale
Un’aula del tribunale penale

Avrebbe fatto sparire soldi dalla cassa prima che la sua azienda fallisse. È una delle accuse mosse dalla procura, con il pubblico ministero Blattner, a Giacomo Monti, 56 anni, originario di Thiene ma oggi irreperibile. L’imputato, difeso dall’avv. Dionello, l’altro pomeriggio è stato rinviato a giudizio dal giudice Maria Trenti e dovrà presentarsi in tribunale a partire dal 9 gennaio prossimo. Davanti al collegio, dovrà difendersi da diverse accuse di bancarotta fraudolenta aggravata.

Monti, in base a quanto contestato, era prima socio ed amministratore unico, e poi liquidatore, della società “Emmevizeta srl”, che aveva sede a Zanè in via San Pio X. La ditta venne dichiarata fallita dal tribunale nel marzo del 2013.

Stando a quanto emerso dalle indagini della guardia di finanza e dagli accertamenti del curatore fallimentare Luca Bonardi, Monti avrebbe tenuto i libri e le scritture contabili in maniera tale da impedire la ricostruzione del movimento di affari. In particolare, avrebbe inserito in contabilità un credito verso imprese collegate pari a 1,1 milioni di euro, che non avrebbe però trovato corrispondenza in una perizia redatta in occasione del conferimento di ramo d’azienda, a seguito del quale era stata costituita la “Emmevizeta”, dal “Maglificio Emmevizeta sas di Monti Sergio”. Monti avrebbe poi iscritto nel patrimonio netto una riserva di rivalutazione per un milione, non presente nella perizia; stralciava crediti per 600 mila euro, in quanto inesigibili, e girocontava la differenza fra le ammortizzazioni alla voce avviamento. Ancora, avrebbe distratto dai conti più di 60 mila euro; poco prima del fallimento, infine, avrebbe pagato alla società “Studio Cashmere srl”, a lui riconducibile in quanto amministrata dalla moglie, fatture per 65 mila euro, favorendola rispetto ad altri creditori. In aula Monti potrà difendersi. D.N.

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