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venerdì, 24 novembre 2017

Moglie si prostituisce
Il marito si difende
«Era senza lavoro»

Sigilli apposti dalla polizia locale Nevi dopo i controlli effettuati. G.AR.

Se la decisione di sbarcare il lunario sfruttando il mestiere più antico del mondo fosse stata consensuale o imposta da uno dei coniugi non è dato sapere, di certo c’è che, insieme, avevano avviato una piccola impresa a conduzione familiare in grado di generare fino a 1.500 euro al mese. Il settore, naturalmente, quello a luci rosse, con marito e moglie, italiano 63enne lui, cinese 47enne lei, reinventatisi accompagnatore e lucciola. Succede a Villaverla dove l’altro giorno gli agenti della polizia locale hanno messo fine all’attività di prostituzione di una donna asiatica che esercitava l’attività in un appartamento in via Verlato preso in affitto dal marito pensionato. Lo stesso che, ogni giorno, la portava “al lavoro” per poi andare a riprenderla, da compagno attento e premuroso.

Per la legge però, un uomo dedito al favoreggiamento della prostituzione, motivo per cui al termine dell’attività investigativa è stato denunciato, con l’aggravante dello status di marito, in base a quanto previsto dalla normativa Merlin del 1958.

Ad accorgersi che nell’abitazione di via Verlato la situazione non fosse proprio cristallina, già lo scorso 25 ottobre, è stato il sindaco di Villaverla Ruggero Gonzo. Il primo cittadino, avendo notato il via vai sospetto di uomini di tutte le età che entravano nel palazzo e avendo in più occasioni assistito all’arrivo della cinese scortata dal 63enne, aveva allertato il comando dei vigili di via Rasa, che avevano avviato i primi accertamenti. Dopo una verifica su siti di incontri, dove era effettivamente presente un annuncio riconducibile alla casa d'appuntamenti villaverlese («sensuale orientale cerca amici», il tenore dei messaggi sul web), erano cominciati i controlli in borghese. Raccolte le prime testimonianze di alcuni clienti e la documentazione fotografica relativa al trasporto della donna a bordo della Opel del marito, lunedì è infine scattata l'operazione: alle 15.30 e alle 16.20 i vigili hanno fermato e interrogato due uomini, un 50enne di Dueville e un 55enne di Malo, usciti dal condominio dopo aver consumato un rapporto sessuale al prezzo di 50 euro per loro stessa ammissione.

Nell'appartamento gli agenti hanno trovato la 47enne cinese sola e sequestrato 79 profilattici ancora sigillati, 28 confezioni di salviette umidificate, 170 euro e un telefonino. La donna, residente a Vicenza, ha chiesto di poter avvisare il marito risultato essere intestatario del contratto d’affitto e dell'auto usata per i brevi viaggi casa-lavoro.

L'uomo ha candidamente ammesso che per la consorte, disoccupata, non c'era altro impiego disponibile e che in quel modo riuscivano a raggranellare mille o 1.500 euro ogni mese, affittando locali per periodi limitati in tutta la provincia. Assieme a lui è stato denunciata anche una 51enne cinese che aveva pubblicato i richiami a luci rosse online, mentre l'abitazione è stata posta sotto sequestro.