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28.05.2017

Studenti come archivisti
Catalogati 12 mila morti

Gli studenti e i professori dell’Itt Chilesotti che hanno partecipato al progetto. STUDIOSTELLA BREGANZE-CISCATO
Gli studenti e i professori dell’Itt Chilesotti che hanno partecipato al progetto. STUDIOSTELLA BREGANZE-CISCATO

Due anni di lavoro per spulciare l'archivio del Duomo di Thiene, digitalizzare i registri parrocchiali e catalogare oltre 12 mila decessi avvenuti tra il 1816 e il 1871. Si è conclusa l’altra sera, con la presentazione all'auditorium Fonato, il lavoro di 35 studenti dell'Itt Chilesotti che, assieme ai professori Stefano Secco e Matteo e Piergiuseppe Dal Santo, hanno realizzato la ricerca storiografica dal titolo “Lo stato sanitario di Thiene durante la seconda dominazione austriaca”. «Il progetto è iniziato dopo una visita all’archivio storico del Duomo di Thiene nel 2015. Oltre ai registri canonici abbiamo trovato un’ampia sezione che raccoglie i registri di stato civile - spiega il docente Stefano Secco - Il governo austriaco che si insediò in Veneto dopo il Congresso di Vienna affidò ai parroci l’incarico di registrare i dati anagrafici più importanti dei sudditi, ossia la nascita, il matrimonio e la data di morte accompagnata dalla causa del decesso». Ed è proprio ai registri dei decessi che gli studenti delle attuali 5B e 5C hanno indirizzato la ricerca. «L'obiettivo è stato quello di tracciare un quadro abbastanza approfondito dello stato sanitario di Thiene nel periodo della seconda dominazione austriaca - precisa Secco - Nella prima fase sono stati fotografati e digitalizzati 17 registri, formati da circa 100 cartelle ciascuno. Nella seconda fase, invece, gli studenti hanno inserito tutti i dati presenti in un apposito database». Un'operazione lunga e difficoltosa il cui risultato è stato la catalogazione di 12.108 defunti thienesi. «Non sempre la grafia riportata sui registri era chiara, visto che talvolta l’inchiostro era sbiadito, e le cause della morte risultavano spesso incomprensibili. Ma i ragazzi sono riusciti a raggruppare comunque in modo ordinato e organico le malattie secondo le dieci categorie della Csi, ovvero la Classificazione statistica internazionale (quindi secondo uno schema standard riconosciuto universalmente, a livello di ricerca). Poi hanno utilizzato il database anche per elaborare alcuni grafici: ad esempio è emerso che nel 34% dei decessi le cause furono attribuibili alle malattie infettive, tra le quali le grandi epidemie di colera, mentre il 32% delle morti totali furono di bambini piccoli e neonati», soprattutto per il freddo nelle stagioni invernali, aggiunge Secco. «Dal punto di vista didattico è stata un’ottima occasione per far capire agli studenti cosa significhi fare storia usando i documenti - conclude - Confidiamo che database e registri digitalizzati siano utili alla ricerca di studiosi con maggiore competenza scientifica».

Marco Billo
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