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25.08.2018

«Siccità nei campi Allarme snobbato da 9 sindaci su 10»

Un piccolo canale presente nell’Alto Vicentino. STUDIOSTELLA-CISCATO
Uno degli impianti di irrigazione abitualmente utilizzati nel comparto agricolo. FOTO STUDIOSTELLA-CISCATO
Un piccolo canale presente nell’Alto Vicentino. STUDIOSTELLA-CISCATO Uno degli impianti di irrigazione abitualmente utilizzati nel comparto agricolo. FOTO STUDIOSTELLA-CISCATO

«Il problema del deflusso minimo vitale dei corsi d'acqua riguarda tutto il nostro territorio, eppure pochi Comuni hanno sottoscritto il documento che chiede al Governo di sospendere l'applicazione di questa nefasta direttiva europea». Appare quantomai solitaria la battaglia ingaggiata un anno fa da Ruggero Gonzo, sindaco di Villaverla nonché membro del Cda del Consorzio di bonifica Alta pianura veneta, contro il “Deflusso ecologico” e confluita in un ordine del giorno che avrebbe dovuto essere sottoscritto in massa dai 98 Comuni aderenti all'ente. Ad oggi però soltanto una decina di Amministrazioni ha approvato l'ordine del giorno con il quale si vuole proteggere l'agricoltura locale e i corsi d'acqua superficiali del nostro territorio, attraverso il blocco della normativa europea che impone all'Italia, entro il 2021, di aumentare, fino a due volte e mezzo, la portata d'acqua dei corsi. Intervento che, a livello locale, metterebbe in serio pericolo il sistema irriguo alimentato dalle derivazioni del canale Mordini dal torrente Astico, della roggia Schio-Marano dal torrente Leogra, della roggia di Thiene dal torrente Timonchio e della roggia Ghebbo Tesinella dal fiume Tesina. In tutto 2.700 ettari di cui quasi 2.000, per la precisione 1.900, distribuiti nei comuni di Sarcedo, Montecchio Precalcino, Villaverla e Dueville, irrigati con il sistema canale Mordini. «Ho inviato questo ordine del giorno a tutti i Comuni del Consorzio - spiega il sindaco Gonzo - eppure ad oggi solo una decina ha approvato il documento e questo mi rammarica davvero molto. Forse reputano il problema di scarsa importanza oppure ritengono che il 2021 sia ancora molto distante ma non è così: se vogliamo fermare questa direttiva europea è necessario agire subito e, soprattutto, farlo tutti insieme. Dobbiamo far capire a chi ci comanda che aumentare il deflusso minimo vitale di fiumi e torrenti significa mettere in serio pericolo il sistema irriguo alimentato dai corsi d'acqua». Il caso del Torrente Astico è emblematico, se si considera che già durante il periodo estivo la sua portata media non supera i 2,5 metri cubi al secondo. L'applicazione della nuova misura di deflusso ecologico farebbe salire la portata a sei metri cubi al secondo, portando alla totale chiusura della derivazione durante l'intera stagione irrigua senza la garanzia di un effettivo beneficio ecologico. «Rinnovo l'appello ai Comuni del Consorzio - conclude il sindaco Gonzo - chiedendo loro di approvare con urgenza l'ordine del giorno durante i prossimi consigli comunali, in modo tale da mostrarci uniti e compatti in questa nostra battaglia». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandra Dall’Igna
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