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31.01.2019

Scuole assediate, giovani nel mirino

Ciò che resta di libri e riviste dopo il rogo doloso appiccato sabato alle medie Ferrarin. ARCHIVIOL’esterno dell’istituto Ceccato, dove sono entrati i ladri domenica
Ciò che resta di libri e riviste dopo il rogo doloso appiccato sabato alle medie Ferrarin. ARCHIVIOL’esterno dell’istituto Ceccato, dove sono entrati i ladri domenica

Scuole sotto assedio. Ma chi c’è dietro? Furti, atti vandalici e intrusioni notturne negli istituti thienesi: è opera di ragazzi che agiscono autonomamente o di una banda organizzata? È il quesito che si stanno ponendo le autorità comunali e scolastiche a seguito dell’escalation di reati dell’ultimo mese, l’ultimo episodio domenica sera all’Itet Ceccato dal quale sono stati rubati tre monitor. «Per ora non abbiamo elementi a sufficienza per valutare se il fatto che così tanti episodi si siano verificati in poche settimane siano una casualità o meno. Proporrò un incontro urgente con i dirigenti scolastici e con le forze dell’ordine per analizzare la situazione», spiega l’assessore alla sicurezza Alberto Samperi. «Andremo a controllare ogni struttura per verificare i punti deboli dal punto di vista della sicurezza per poi intervenire direttamente o sollecitare la Provincia, se proprietaria dell’edificio». Al momento i responsabili del rogo doloso appiccato nella notte di sabato alle medie Ferrarin di via San Gaetano, l'intrusione avvenuta domenica al Ceccato e il furto al liceo Corradini nella prima metà di gennaio - rubati 485 euro e cinque cellulari dagli zaini lasciati in classe durante l'ora di educazione fisica - non hanno un volto. «Non abbiamo elementi a sufficienza per legare questi episodi a una casualità o all’operato di un gruppo organizzato», osserva il comandante della Compagnia dei carabinieri di Thiene, Davide Rossetti. Ma l’impennata «c’è stata e potrebbe essere frutto di emulazione tra i giovani. Ora è importante dare un segnale forte dal punto di vista della sicurezza. Ritengo necessario un incontro tra Comune, dirigenti scolastici e forze dell’ordine». «Mettere in comune competenze ed esperienze è positivo perché migliora la qualità del servizio», commenta Marina Maino, preside del Corradini. «Interpreto quanto accaduto in modi diversi: potrebbero essere bravate, come una conseguenza della necessità di sfidare l’istituzione da parte di qualche ragazzo che prova un senso di rabbia e disagio giovanile. Il fenomeno preoccupa». Anche per il preside del Ceccato Antonio Coccarelli il fine di questi illeciti sarebbe più l’azione criminosa in sé che il bottino. «I danni più ingenti riusciamo a prevenirli in quanto i computer sono protetti e ancorati: ai responsabili sembra quasi interessare più il gesto che la refurtiva. Di certo aiuterebbe se venissero acciuffati. L’installazione di telecamere, alcune ben visibili e altre nascoste, sarebbe un buon deterrente». «È necessario capire i punti deboli dei nostri edifici scolastici», sottolinea il dirigente delle medie Ferrarin Francesco Crivellaro. «In attesa dell’incontro e dell’esito delle indagini ho chiesto agli studenti di essere attenti e vigili, oltre a segnalare persone che agiscano a danno delle scuole. Anche i genitori devono collaborare per difendere questa istituzione». Per l’assessore all’istruzione Maria Gabriella Strinati, oltre a intervenire sulle strutture per migliorare la sicurezza, occorre «andare a fondo del problema: se si accertasse che gli autori sono ragazzi, auspico una riflessione seria dal punto di vista educativo, anche coinvolgendo le famiglie. E oltre alle azioni immediate è necessario capire il motivo di quanto accaduto e confrontarsi su questo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Billo
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