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12.10.2017

Nonni vigili spariti
«Non sappiamo
come pagarli»

Gli studenti attraversano all’uscita da scuola senza l’ausilio del nonno vigile. FOTOSERVIZIO STUDIOSTELLAL’intervento della polizia locale
Gli studenti attraversano all’uscita da scuola senza l’ausilio del nonno vigile. FOTOSERVIZIO STUDIOSTELLAL’intervento della polizia locale

A Thiene spariscono i nonni vigili, rimasti vittima dell'abolizione dei voucher.

Con la riforma del lavoro accessorio, il Comune di Thiene si è trovato nell'impossibilità di assoldare, anche per l'anno scolastico 2017/2018, gli addetti alla sorveglianza davanti agli istituti cittadini.

Dei quattro nonni vigili che in questi ultimi anni hanno prestato servizio davanti alle medie Ferrarin e Bassani, e alle elementari delle frazioni di Rozzampia e Lampertico, si è “salvato” solo quest'ultimo perché pagato attraverso la formula del Patto sociale per il lavoro.

Una complicazione burocratica che si sta però riflettendo sulla quotidianità di studenti e automobilisti: i primi sono rimasti senza assistenza nell'attraversamento delle strade e degli incroci durante l’entrata e l’uscita da scuola, mentre i secondi devono fare i conti con l'esuberanza dei ragazzi che spesso si lanciano pericolosamente sulle strisce pedonali senza attendere che i veicoli si siano fermati.

Tra i punti più critici della viabilità scolastica cittadina c’è l'incrocio tra le vie S.Gaetano e Vanzetti, a ridosso delle medie Ferrarin: si tratta di un crocevia dove, soprattutto intorno all'una, si concentrano tutti gli studenti provenienti degli istituti superiori thienesi e diretti alla vicina stazione dei bus. Da quando manca il nonno vigile addetto alla regolamentazione del traffico, la situazione si è fatta caotica, con più di qualche cittadino che ha segnalato la pericolosità dell'incrocio.

«La nuova normativa ci ha messo in grossa difficoltà - spiega Gabriella Strinati, vicesindaco e assessore all'istruzione - Contrariamente agli anni scorsi, ci ha impedito di assumere i nonni vigili. Anche ricorrere a dei volontari ci è impossibile, perché dovremmo pagare una spesa assicurativa che, a livello burocratico ci richiede addirittura di bandire una gara. Ciò che possiamo fare è lanciare un appello alle associazioni di volontariato cittadine affinché possano mettere a disposizione della comunità alcuni loro soci già assicurati».

Un appello che, tuttavia, potrebbe cadere nel vuoto come già avvenuto nel 2012, quando lo stesso assessore Strinati si era rivolta al mondo del volontariato per riuscire a far ripartire in città il servizio di Piedibus. Attività poi avviata grazie alla collaborazione della Diocesi di Padova che ha erogato un fondo straordinario di solidarietà per pagare i lavoratori socialmente utili.

«Spero che stavolta la risposta da parte delle associazioni sia diversa - conclude Strinati - Nei Comuni limitrofi questi servizi di assistenza e accompagnamento destinati agli studenti funzionano con la sola forza dei volontari. Anche con il Piedibus di quest'anno abbiamo avuto problemi per lo stesso motivo, ma fortunatamente a novembre il servizio partirà grazie al Patto sociale del lavoro e alla Caritas».

Alessandra Dall'Igna
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