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02.08.2017

Salta la ciclabile, scatta il ricorso al Tar

L’area di via Summano in cui era prevista la realizzazione del progetto. FOTO STUDIOSTELLA-CISCATO
L’area di via Summano in cui era prevista la realizzazione del progetto. FOTO STUDIOSTELLA-CISCATO

Una ciclabile come opera compensativa per un ampliamento di uno stabile inizialmente previsto e poi non più realizzato, una polizza fideiussoria da 135 mila euro a garanzia di questo percorso per bici e pedoni, oltre ad alcune normative, giudicate poco chiare, che vanno a creare scompiglio.

Sono gli elementi che, messi assieme, hanno avviato un ricorso al Tar promosso dall'azienda “La Nordica Spa” di Montecchio Precalcino nei confronti del Comune montecchiese.

Il noto produttore di stufe a pellet e a legna ha infatti richiesto al Tribunale amministrativo regionale l'annullamento di un provvedimento dell'ufficio comunale per il settore urbanistica, edilizia privata e attività produttive che ha rigettato la richiesta della ditta di svincolare la fideiussione posta a garanzia della realizzazione del percorso ciclo pedonale.

VICENDA. Le origini di questa vicenda, che nei prossimi mesi si risolverà in aula giudiziaria, risalgono a maggio del 2014 quando durante una seduta del Consiglio comunale è stato approvato un progetto di ampliamento dell'attività produttiva con la costruzione di un fabbricato dell’azienda da destinare a servizi. Assieme a questa iniziativa, “La Nordica Spa” ha presentato anche una proposta preliminare per la realizzazione, come perequazione, di una pista ciclabile e pedonale. «La nuova struttura sarebbe dovuta sorgere in via Summano, in prossimità della sede dell'azienda - spiega il primo cittadino montecchiese, Fabrizio Parisotto - La realizzazione dell'ampliamento avrebbe comportato nuovi accessi stradali. L'opera perequativa avrebbe quindi dovuto garantire maggiore sicurezza a ciclisti e pedoni proprio in vista di questo cambiamento viabilistico».

PROROGA DEI TERMINI. A luglio 2015 il Consiglio comunale ha prorogato i termini per l'inizio dell’intervento, così come richiesto dalla stessa azienda che, lo scorso settembre, ha infine comunicato il non avvio delle opere di ampliamento, oltre a richiedere la restituzione del contributo di costruzione versato e lo svincolo della polizza fideiussoria a garanzia della pista che sarebbe dovuta sorgere in via Summano. Quest'ultima domanda è stata rigettata dall'ufficio comunale e ciò ha spinto l'azienda a promuovere il ricorso al Tribunale amministrativo regionale per poter dirimere la situazione che si era creata.

RICORSO. «Ci sono molti pareri discordanti sull’interpretazione di questa situazione, legati al fatto che manca una legge chiara a riguardo - aggiunge il primo cittadino Fabrizio Parisotto - Per alcuni esperti, infatti, l’Amministrazione comunale avrebbe fatto la sua parte e per tale motivo dovrebbe ricevere quanto stabilito, secondo gli accordi. Invece, per altri la realizzazione della pista ciclabile sarebbe stata un intervento legato all'ampliamento e ai conseguenti nuovi accessi stradali: in assenza del nuovo fabbricato in quella zona non è necessario creare un percorso per mettere in sicurezza pedoni e ciclisti. Per tale motivo condivido il ragionamento dell’azienda “La Nordica Spa”, ma non essendoci una normativa chiara che regolamenta questo tipo di situazione, dobbiamo tutelare l'ente e agire quindi in tal senso per non incappare in gravi conseguenze». E poi il sindaco Parisotto ci tiene a precisare anche un’altra cosa. «Non è assolutamente negli interessi del Comune - spiega il primo cittadino - incassare la polizza fideiussoria. Le norme sono precise sulla restituzione del contributo di costruzione e, perciò, già lo scorso novembre è stato effettuato il rimborso degli oneri di urbanizzazione. Sulla questione della fideiussione non c'è la stessa chiarezza ed è per questo motivo che aspetteremo la sentenza del Tribunale amministrativo regionale che dovrà fare completa luce sulla questione. Poi - conclude il sindaco Parisotto - ci adegueremo a quanto stabilirà il Tar».

Marco Billo
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