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13.12.2018

«Uccisa dal marito», potrà essere sepolta

Il pm Salvadori e alcuni carabinieri arrivati a Marano per un primo sopralluogoIl corpo di Anna Filomena Barretta adesso potrà essere sepolto
Il pm Salvadori e alcuni carabinieri arrivati a Marano per un primo sopralluogoIl corpo di Anna Filomena Barretta adesso potrà essere sepolto

Il corpo di Anna Filomena Barretta avrà finalmente una sepoltura a quasi un mese dalla tragica scomparsa. La donna era stata trovata priva di vita per un colpo di pistola alla nuca nella camera da letto dell’appartamento al civico 5/B di via Aldo Moro a Marano (dove viveva l’ex marito con le due figlie) il 20 novembre scorso. Oggi dalla Procura dovrebbe arrivare il nulla osta per il funerale. Lo ha confermato ieri pomeriggio la mamma Anna Palmisano poco dopo essere stata avvisata dal suo avvocato che la Procura di Vicenza la invitava a farsi trovare oggi all’ospedale San Bortolo. La mamma, in un comprensibile stato di forte emozione, ha immediatamente acquistato il biglietto della corriera e già in serata è partita da Massafra, in provincia di Taranto, e ha viaggiato tutta la notte per arrivare in mattinata nella città berica e, finalmente, riuscire a vedere sua figlia. Quando Anna Palmisano era stata avvisata della tragedia, era subito salita dalla Puglia per avere notizie dalla questura su quello che era realmente accaduto e per poterla vedere, ma essendoci indagini in corso non le era stato permesso: era dovuta tornare a casa a Massafra senza riuscire neppure a dare una carezza a quella figlia che era stata la luce dei suoi occhi. Oggi potrà farlo. E, con il nulla osta, potrà anche fissare il giorno delle esequie che si svolgeranno nella chiesa parrocchiale di Marano per dare la possibilità alle figlie (di 11 e 16 anni), agli amici, all’intera comunità, sconvolta dalla drammatica notizia, di dare l’ultimo saluto a questa donna la cui vita è stata spezzata troppo presto. La mamma ha deciso che il suo corpo riposerà nel cimitero di Marano. Una piccola consolazione anche per le due figlie di Anna che vivono con una famiglia affidataria di Marano «in un ambiente protetto, ma non troppo lontano da quello in cui abitavano con i genitori, nella volontà di non aggiungere ulteriori elementi di destabilizzazione a una situazione di per sé già tragica», spiega il sindaco Marco Guzzonato. Una scelta obbligata, dopo che il papà, Angelo Lavarra, 43 anni, guardia giurata, anche lui originario di Massafra, è stato raggiunto dall’ordine di custodia cautelare in carcere per omicidio volontario aggravato, richiesto dal pm Luigi Salvadori e convalidato dal gip Massimo Gerace. Lavarra è assistito dagli avvocati Rosanna Pasqualini e Lucio Zarantonello. Nel frattempo, amici, vicini di casa e istituzioni si sono attivati da subito per dare aiuto, conforto e assistenza alle minorenni. «Siamo in costante contatto con la famiglia affidataria e con loro tramite l’assessore ai servizi sociali Paola Sbalchiero che va spesso a trovarle – assicura il primo cittadino -. Si è consolidata sempre di più la “rete di aiuto” tra Comune, scuola, parrocchia il tutto sotto la supervisione del servizio Tutela Minori dal quale le ragazze sono seguite. Ogni mossa che facciamo, infatti, la concordiamo con Venezia. Il magistrato sta aiutando le ragazze a capire cosa sta succedendo con un importante e fondamentale supporto psicologico. Pur nella difficoltà del momento, e proprio per questo cerchiamo di non entrare nel personale per rispettare il loro dolore che è grandissimo, al momento hanno tutto ciò di cui necessitano». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvia Dal Maso
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