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21.09.2017

Polemica sul muro anti-allagamenti

L’accesso da via Milano verso i terreni agricoli a nord. STELLA-CISCATOSacchi di sabbia e paratie contro l’acqua davanti alle case. STELLA-CISCATOL'accesso da via Tessaro per i mezzi agricoli verso i terreni. STELLA-CISCATOIl confine con i terreni agricoli dove sarà creato un fossato. STELLA-CISCATO
L’accesso da via Milano verso i terreni agricoli a nord. STELLA-CISCATOSacchi di sabbia e paratie contro l’acqua davanti alle case. STELLA-CISCATOL'accesso da via Tessaro per i mezzi agricoli verso i terreni. STELLA-CISCATOIl confine con i terreni agricoli dove sarà creato un fossato. STELLA-CISCATO

Un fossato per consentire il deflusso dell'acqua dai campi in località “Zanine” e un muro per evitare che, in caso di piogge abbondanti, via Milano si trasformi in un fiume in piena. Queste sono le due soluzioni progettate dal Consorzio Alta pianura veneta per risolvere definitivamente il problema degli allagamenti che, fin dagli anni '80, interessano strade, garage, scantinati e colture. L’ultima grave situazione è stata quella che ha interessato Marano lo scorso 14 maggio e che complessivamente ha provocato danni per un milione di euro. Il piano, presentato martedì sera in auditorium dalla giunta Guzzonato ai residenti delle vie Milano, Venezia, Torino, Trento, Genova, Firenze e Tessaro, ha sollevato non poche perplessità tra i presenti. A preoccupare i residenti è in particolare la costruzione di un muro al termine del tratto comunale di via Milano, che renderà necessario predisporre un nuovo accesso ai fondi agricoli dalla vicina via Tessaro. Il progetto, del valore di 110 mila euro di cui 61 mila euro a carico del Comune e 49 mila euro finanziati dalla Regione, prevede la costruzione di un fossato largo 3,5 metri e profondo un metro lungo il tratto sterrato di via Stazione, a valle dei terreni agricoli. Il canale permetterà di raccogliere le acque che defluiscono dai campi e di scaricarle in parte nella roggia Santorso e in parte nel rio delle Pietre. «Questo primo intervento consente di risolvere il problema al 70% - ha spiegato l'ingegnere Mascia Gaino del Consorzio Alta pianura veneta - ma per eliminare totalmente la criticità idraulica dell'area è necessario realizzare un muro alto 1,15 metri a sbarramento del tratto comunale di via Milano che presenta un dislivello di circa 10 metri». Ed è proprio questo secondo intervento a essere stato criticato con forza dai presenti, spaventati dalle conseguenze che la chiusura di via Milano avrà sulle strade limitrofe. Secondo i residenti, infatti, tutto il traffico dei mezzi agricoli si sposterà sulle strette vie Torino e via Trento e nella zona residenziale di via Tessaro, dove è prevista la creazione di un nuovo accesso ai fondi. «Prima di presentarvi questo progetto abbiamo studiato tutte le soluzioni possibili - ha precisato il sindaco Marco Guzzonato - ma questa è l'unica in grado di risolvere il problema al 100%. Chiedo la collaborazione di tutti i residenti affinché si riesca a realizzare l'opera il prima possibile: solo così al prossimo nubifragio non ci ritroveremo nella stessa situazione dello scorso 14 maggio, quando decine di abitazioni sono finite sott'acqua e i danni sono stati ingentissimi».

Alessandra Dall’Igna
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