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16.07.2017

Maestri europei
per restaurare
duomo e castello

Una delle fasi di lavorazione nel Centro europeo per i mestieri. A.D.I.Alcune studentesse impegnate in lavori su parte dell’altare ligneo del duomo di Thiene. A.D.I.
Una delle fasi di lavorazione nel Centro europeo per i mestieri. A.D.I.Alcune studentesse impegnate in lavori su parte dell’altare ligneo del duomo di Thiene. A.D.I.

Dieci anni di attività, 500 professionisti di tutta Europa formati grazie a un pool di 84 insegnati, cinque diversi corsi di specializzazione e decine di seminari tecnici e convegni tematici. Con questi numeri si può certamente affermare che la scommessa di trasferire a Thiene il Centro europeo per i mestieri della conservazione del patrimonio architettonico di Venezia è stata vinta.

La scuola, creata nel 1977 su iniziativa del Consiglio d'Europa e ospitata all'interno di villa Fabris a partire dal 2007, non solo si è confermata un'eccellenza a livello internazionale nella formazione professionale di artigiani, architetti e restauratori, ma ha saputo interagire con un territorio ricco d'arte, tutelandone la storia.

Uno scambio efficace tra città e Centro europeo, sostenuto da Confartigianato, Cesar, Camera di Commercio, Comuni di Thiene e Schio, che in questo decennio ha permesso di ridare vita a una parte del prezioso patrimonio artistico thienese.

CANTIERI ARTISTICI. «I Comuni hanno sempre meno soldi da investire negli interventi di restauro - spiega Giovanni Giuliari, direttore del Centro europeo - eppure diventa sempre più urgente tutelare i beni culturali e permettere così che la storia possa continuare a raccontarci qualcosa. Da queste premesse è nata una fattiva collaborazione tra la scuola e il territorio: da una parte i nostri studenti possono sperimentare sul campo quanto imparato dai loro docenti e, dall'altra, la città può ritornare a godere del patrimonio restaurato». A Thiene sono sorti così diversi cantieri che hanno interessato l'esedra di villa Fabris, con la riqualificazione della fontana, dei gradini e delle decorazioni in pietra; la chiesetta delle Dimesse, con il recupero del portale ligneo del '600; il castello, all'interno del quale gli studenti hanno recuperato alcune pitture murarie e restaurato arredi in legno; il duomo, con il restauro dell'altare ligneo dorato e il risanamento delle statue di S. Pietro e S. Paolo; e piazza Rossi, con la sistemazione dell'affresco di Giovanni Rossi.

INNOVAZIONE E TRADIZIONE. «Si tratta di interventi che necessitano di una preparazione tecnica elevata - continua Giuliari - che gli studenti imparano da docenti, italiani e non, veri e propri maestri nelle loro discipline che sanno intrecciare innovazione e tradizione. Così, ad esempio, nei laboratori è possibile che gli studenti si ritrovino ad usare latte e uova, sostanze utilizzante nel '400 e nel '700, assieme a laser e macchine ad azoto». Dal 2013, inoltre, la Fondazione villa Fabris offre agli artigiani e ai restauratori del Veneto un servizio di noleggio di attrezzature all'avanguardia per il restauro: in particolare la tavola calda a bassa pressione, il laser Palladio II e il sistema anodico Nitrex.

BORSE DI STUDIO. Quest'anno la Fondazione villa Fabris mette a disposizione del corso trimestrale di conservazione del patrimonio artistico tre borse di studio per un valore complessivo di 25.200 euro. Il percorso didattico proposto si articola tra teoria, tecniche di laboratorio e cantieri scuola in diversi materiali (legno, stucco e intonaci, pitture murali e pietra); lezioni dal lunedì al venerdì, per circa otto ore al giorno (e in casi eccezionali anche durante il fine settimana), per un totale di 500 ore. Per concorrere alla selezione dell’assegnazione delle borse di studio, inviare una mail entro il 23 luglio a centroeuropeo@villafabris.eu.

Alessandra Dall’Igna
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