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27.12.2017

La Nina canta l’emozione del Natale

Thiene canta la “Nina” e, ancora una volta, l'intera città si lascia emozionare: nella Vigilia di quest’anno come nel lontano 1300. La dolce canta che da secoli risuona nelle contrade, e ora nei quartieri, nelle tre sere che precedono il Natale e che culmina nella “Nina Gigante” la notte del 24, ha richiamato una folla che si è riversata nel cortile antistante il Castello di Thiene per attendere l’arrivo dei cori impegnati dalle 20.30 a dare la buona novella nei vari rioni. Tanti uomini intabarrati, con il cappello nero a larghe falde e in mano il “canfin”, si sono poi ritrovati alle 22 nella suggestiva cornice del Castello per la “Nina Gigante”, tra migliaia di partecipanti commossi e meravigliati, pronti a rispondere al secolare messaggio lanciato dalla “Nina” di turno, avvolta in un lungo scialle e con la lanterna accesa. Accompagnate dai coristi diretti da Floriano Zambon, dieci Nine si sono alternate nel dialogo corale con il popolo: Elisabetta Maculan e Denise Dal Zotto per la Conca, Cristina Borriero e Giuliana Michelusi per i Cappuccini, Elena Maria Dal Santo per San Vincenzo, Michela Maniezzo e Benedetta Ronzani per la Ca' Paiella, Alessandra Stella e Carmelina Cola per Stazione Centro, Paola Rigon per Santo-Lampertico. Un’affascinante espressione di identità raccolta dalle nuove generazioni. L’annuncio che “un Dio xe nato” è tenuto vivo dalla Pro Thiene, il cui presidente è Manuel Benetti. Esiste un filmato del 1947 su “La Nina a Thiene”: fu un grande avvenimento, 70 anni fa, per la città, assistere alle riprese cinematografiche della intramontabile canta natalizia, eseguite quel 18 dicembre dalla Incom per un proprio cortometraggio. Cinema e radio, macchina da presa e microfono, erano giunti in città per documentare la vecchia tradizione e farle varcare i confini territoriali. Fu addirittura inciso un disco a 78 giri con le voci di Mario Cudignotto, Elvira Geronazzo e altri thienesi, che nel 1979, per il rilancio della Nina Gigante, venne fatto ascoltare in piazza. «Questa nostra espressione popolare autentica - ha sottolineato il sindaco Giovanni Casarotto - ci permette di fare una pausa e di rientrare in noi stessi, di rallentare il ritmo del correre e del consumismo. Chiediamo allora al Bambino di ritrovare la serenità e la carica per ripartire, nell'intento di essere uomini migliori per noi stessi e per gli altri». «E respirare fraternità amicale e armonia», ha aggiunto don Gabriele Benvegnù.

 

Maria Porra
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