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06.12.2017

La fusione con Carrè ha radici nella storia

Il pubblico presente all’incontro storico di Chiuppano.  STELLA-CISCATO
Il pubblico presente all’incontro storico di Chiuppano. STELLA-CISCATO

Marco Billo “Capire da dove siamo partiti, per essere ciò che siamo: una riflessione necessaria per valutare il presente e il futuro”. Con questo spirito i sindaci di Chiuppano e Carrè, rispettivamente Giuseppe Panozzo e Davide Mattei, hanno introdotto la serata dedicata alla storia delle due comunità organizzata dall'Associazione intercomunale ricercatori della Grande Guerra nell'auditorium chiuppanese. Per circa due ore gli storici Enzo Segalla e Matteo Dal Santo hanno ripercorso le vicende che hanno caratterizzato lo sviluppo dei due paesi, inizialmente legato proprio alla collina delle Bregonze. «Dal 1200 Chiuppano era parte di Caltrano, ma quando nel 1419 i chiuppanesi chiesero al vescovo l'autonomia per la propria parrocchia si creò una frattura con i caltranesi che poi impedirono ai vicini di sfruttare i pascoli di montagna - ha spiegato Segalla - Così la Bregonza, fino ad allora ignorata, divenne appetibile per Chiuppano». Un fatto che spinse Chiuppano a guardare verso sud, verso Carrè: da quel momento sorsero le prime controversie tra le due comunità, intensificatesi tra il XVII e il XVIII secolo e legate ai confini e alle riscossione delle tasse. «Fino all'arrivo di Napoleone i due Comuni furono autonomi, ciascuno impegnato a consolidare il proprio territorio», evidenzia Segalla. «Nel 1819 Chiuppano divenne frazione di Carrè - ha aggiunto Dal Santo - Nella seconda metà del secolo le dispute, inerenti i bilanci, passarono in Consiglio comunale, composto da una costante maggioranza di consiglieri carradiensi fino all'inizio del 1900». Alla richiesta dei chiuppanesi di diventare autonomi, accompagnata da tumulti e ufficializzata poi nel 1911, seguì un esame di una commissione provinciale che, come riportava nel 1906 il quotidiano “Il Berico”, evidenziò come “I due centri sono da natura destinati tra breve volger di anni, a divenire un solo abitato, un solo corpo, che trarrà vita feconda per comuni energie”. Una sorta di premonizione sul futuro che, in base alla scelta referendaria dei cittadini in merito alla fusione, sarà di un unico paese o continuerà a riguardare due Comuni. «Quelli riportati sono fatti da contestualizzare - hanno concluso i due storici - La storia ci insegna che gli interessi legati al microperimetro possono portare danni». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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