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19.10.2017

L’arte salvata
dalla guerra
I racconti
in una ricerca

«A tutto si doveva esser pronti». Con queste parole Gino Fogolari, soprintendente all’arte moderna e medievale del Veneto e Friuli durante la Grande Guerra, sintetizzava l’azione da compiere per la tutela e il salvataggio del patrimonio artistico italiano dai danni e dalla depredazione. La frase è anche il titolo della serata dedicata proprio a questo tema, appuntamento che andrà in scena domani, alle 20.30, nel centro culturale “Caradium” di via Monte Ortigara. Durante l'incontro la storica Silvia Anapoli presenterà i risultati di una ricerca che le è stata commissionata dall'associazione Ricercatori Grande Guerra Carrè-Chiuppano e sostenuta economicamente da privati. Un'attività che ha ripercorso l'operato di alcuni studiosi che, durante la prima Guerra mondiale, si avventuravano per cercare di mettere al sicuro e proteggere quadri, affreschi, sculture e architetture. «Assieme alla fiumana di mezzi militari con soldati e generali, assieme a carovane di sfollati e profughi che transitavano nel Veneto, si affiancavano anonimi convogli o salpavano imbarcazioni stipate con le più importanti opere d’arte provenienti da grandi città e piccoli paesi. Quel che non poteva essere trasportato lontano veniva nascosto o protetto improvvisando disparate soluzioni - spiega l'associazione - Per le attività celebrative del centenario della Grande Guerra, i ricercatori, con i Comuni di Carrè, Chiuppano e Zugliano hanno voluto promuovere lo studio di Silvia Anapoli». Serata non solo per addetti ai lavori, ma per tutti i cittadini. MA.BI.

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