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09.10.2017

Don spritz
intervista
Papa Francesco

Papa Francesco con don Marco Pozza, vicentino, cappellano del carcere Due Palazzi di Padova. ARCHIVIO
Papa Francesco con don Marco Pozza, vicentino, cappellano del carcere Due Palazzi di Padova. ARCHIVIO

CALVENE. Don Marco Pozza nei panni di intervistatore, Papa Francesco come ospite d'onore che conversa della paternità di Dio. Con loro un cast di personaggi degni di un set cinematografico. Volti noti e storie di periferia tenuti assieme da una teologia mai banale. È il nuovo progetto televisivo di Tv2000, in onda in prima serata dal 25 ottobre: un programma in nove puntate, ideato e condotto da don Marco Pozza, per declinare il "Padre nostro", rimeditandolo a partire dalla vita quotidiana. Le notizie a riguardo sono così scarne - quando c'è di mezzo il Papa il silenzio è sempre presagio di sorprese - che si prospetta un programma che farà discutere, arrivando a quella provocazione che sarà il tratto tipico di un programma ideato per andare al cuore della riflessione. Non fosse altro per aver scelto come compagni di viaggio nove persone non-credenti, o dalla fede difficile: l'asticella, anche stavolta, si è alzata ancora.

 

Che don Marco Pozza, 37 anni, da Calvene fosse un trascinatore di folle lo si era scoperto dall'inizio del suo sacerdozio, quando per avvicinare i giovani andava nei luoghi che frequentavano, all'ora dell'aperitivo, tanto da guadagnarsi l'appellativo di "don Spritz". Da allora tante cose sono cambiate. I suoi parrocchiani sono i detenuti del carcere di Padova, quella fetta di umanità che fino a 32 anni non nasconde di aver detestato e che oggi non finisce di ringraziare perché, per merito loro, si è avvicinato al pontefice. Ha imparato anche a limare gli aspetti più spigolosi del suo carattere, ma non ha perso il talento di "spaccare". Non a caso gli è stata affidata, da maggio a luglio, per dodici puntate, la conduzione su RaiUno della rubrica "Le ragioni della speranza", a conclusione del programma "A sua immagine". Un'anticipazione del vangelo della domenica calato nella quotidianità, dove don Marco ha raccontato storie di anime in cammino.

 

Qualcosa di analogo dovrebbe accadere con "Padre nostro". Nove puntate, nel corso delle quali don Marco incontrerà noti personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo, che si interrogano sul senso della più conosciuta, familiare, ma anche più teologica fra le preghiere cristiane. Protagonisti di un viaggio tra cielo e terra, che tocca diversi luoghi, da Reggio Calabria a Milano, da Napoli a Bologna, passando per la laguna di Orbetello, Fabriano, Castelluccio di Norcia. Il Padre Nostro viene attraversato seguendo il percorso tracciato da storie di uomini e donne che ne esplicitano il senso: la figlia di un ergastolano, un ingegnere aerospaziale, una monaca di clausura e una ballerina di burlesque, ex alunni di don Milani e un fotografo di Frontex, il padre di un ragazzo ucciso dalla camorra e un calzolaio-scultore: la varietà della carne che spiega lo spirito. Don Marco dipana il filo del discorso sulla preghiera camminando sotto le volte affrescate di Palazzo delle Aquile a Palermo, le Terme di Caracalla, o sorvolando in elicottero le Alpi Orobie, sotto la regia di Andrea Salvadore. 

Marialuisa Duso
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