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26.10.2017

Bici e moto via dai sentieri
«Sono troppo pericolose»

Un escursionista in mountain bike su un sentiero montano. ARCHIVIOScattato il divieto per le strade silvo-pastorali. STUDIOSTELLA-CISCATO
Un escursionista in mountain bike su un sentiero montano. ARCHIVIOScattato il divieto per le strade silvo-pastorali. STUDIOSTELLA-CISCATO

D’ora in avanti le biciclette non potranno più transitare su tre strade silvo-pastorali presenti sul territorio comunale. E questo in entrambi i sensi di marcia. Si tratta della n. 87 “Tezze-Foraoro”, della n. 10 “Serona-Seronetta” e della n. 11 “Piane”. A istituire questo divieto di transito è l’ordinanza n° 33 dell’ufficio tecnico comunale emessa su direttiva emanata dalla giunta comunale. La decisione è stata presa perché sempre più di frequente viene segnalata la presenza di bikers che percorrono questi tracciati in discesa, anche a forte velocità, in presenza di sedi stradali ristrette e con pendenze accentuate su gran parte dei tracciati in questione.

L’ordinanza va quindi a tutelare la sicurezza degli stessi ciclisti, ma anche quella degli utenti aventi diritto al transito nonché degli altri soggetti autorizzati a utilizzare questa specifica viabilità: compresi, naturalmente, pedoni ed escursionisti per i quali il transito resta, ovviamente, libero. Oltre alla specifica ordinanza, a segnalare il divieto di transito c’è anche l’installazione di apposita segnaletica nei punti di diramazione delle tre rotabili dalla viabilità ordinaria in modo che non sorgano equivoci in materia. Il provvedimento era atteso da tempo. Soprattutto dagli aventi diritto al transito che, per parte loro, avevano più volte segnalato i rischi corsi agli amministratori così come agli uffici comunali. La principale delle tre rotabili, diventate off limits per i ciclisti, è la n. 87 “Tezze-Foraoro”, che presenta tratti con pendenze che arrivano anche al 25% sui 6 chilometri di lunghezza complessiva: questo fa raggiungere velocità ragguardevoli alle mountain bike impegnate in discesa. Neppure la altre due scherzano in tema di ripidità, per cui basta perdere un attimo il controllo del mezzo e sono guai per chi le sta utilizzando. Del resto sono tracciate su costoni la cui pendenza è fuori discussione.

La decisione del transito da vietare anche in salita deriva dal fatto che molti appassionati del “rampichino” non riuscendo ad impegnare l’intero itinerario, data la durezza dell’ascesa ad un certo punto della salita, girano il mezzo tornando sui loro passi e impegnando il tratto in discesa.

Di recente si è aggiunto un altro elemento, importante, di pericolosità per il transito dei ciclisti. La messa in sicurezza del fondo stradale da parte dell’associazione “Nuova Montagna Caltranese”, attuata grazie a contributi pubblici e privati, consente agli aventi diritto un utilizzo con maggior sicurezza mentre è diventata ancor più rischiosa per le due ruote in quanto il nuovo fondo porta a velocità più elevate. Non erano neppure mancati attriti e discussioni quando proprietari e transitanti sono venuti a confronto diretto. Ora, ci si auspica, che questi dissapori diventino solo un ricordo. Il divieto di transito per le due ruote a motore è, invece, sempre esistito perché lo prevede l’espressa normativa regionale approvata ancora nel lontano 1994 sempre a tutela della sicurezza personale, in quanto la viabilità disciplinata è, molto spesso, costituita da strade a elevata pendenza e tortuosità.

Renato Angonese
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