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12.07.2018

«Più forte del male Così sono rinato in quei 500 giorni» [ANNULLO]

Simone Tagliapietra si è alzato in piedi alla fine della serata di presentazione del libro. FOTO STELLA-CISCATO
Simone Tagliapietra si è alzato in piedi alla fine della serata di presentazione del libro. FOTO STELLA-CISCATO

[FIRMA]«Da un momento difficile possono nascere grandi opportunità. Prima di ammalarmi non avrei mai pensato di scrivere un libro. Dopo quanto accaduto ho voluto raccontare la mia storia, la testimonianza di un viaggio intrapreso a causa di una malattia rara, la sindrome di Guillain-Barrè, che toglie tutto in poche ore ma, pian piano, dà la possibilità di riprendere la vita di prima». Simone Tagliapietra, 43 anni, di Breganze, marito di Laura e padre di Giada, Ambra e Sonia ha raccontato così, in biblioteca civica, davanti a una foltissima platea, il suo libro fresco di stampa “Un millimetro alla volta. Diario di viaggio con la Guillan-Barrè”. Si tratta di 80 pagine che definiscono la sua personale esperienza densa di «disperazione, speranze, vecchie certezze, nuovi incontri e consapevolezza» che raccontano di una malattia anomala e strana, che toglie tutto in poche ore ma lentamente, millimetro dopo millimetro, restituisce la possibilità di riprendere la vita di prima.Accanto a Simone Tagliapietra, per tutta la serata, c’era Maria Rita Busetti la sua insegnante dell’Itis che tanto gli ha fatto amare la letteratura e che ha letto il diario prima che fosse dato alle stampe.«La malattia è comparsa il 4 febbraio 2016: mi sono svegliato per andare al lavoro e non riuscivo ad alzarmi, avevo il corpo addormentato - ha raccontato Tagliapietra -. In ospedale la diagnosi: sindrome di Guillain-Barrè, che si manifesta con paralisi progressiva agli arti, coinvolgendo il sistema nervoso autonomo e provocando l’incapacità di respirare. Sono stato ricoverato per quasi 500 giorni, in terapia intensiva, intubato, alimentato artificialmente senza potermi muovere né parlare e, soprattutto, senza sapere quale sarebbe stato il mio destino». Con tenacia, dopo mesi di riabilitazione, Tagliapietra è riuscito a tornare prima a casa e poi anche al suo lavoro. «Faccio fisioterapia cinque volte a settimana - ha raccontato - e i progressi anche se lenti ci sono: sono il frutto di un lavoro intenso e impegnativo, sia fisicamente che mentalmente».Tagliapietra ha confermato di aver ripreso l’autonomia fisica: «Ora riesco ad alzarmi e ad utilizzare il deambulatore, sto anche iniziando a usare le stampelle. Posso dire che ho imparato a vivere il momento, senza rimandare a domani, perché non si sa cosa potrebbe accadere», ha aggiunto. La presentazione, così come il libro, è diventata l’occasione per «dare speranza a chi è stato colpito dalla mia malattia e dimostrare che anche queste situazioni si possono combattere: si trovano il coraggio, la grinta e la forza di andare avanti, di lottare per se stessi e anche per chi si ama».Due i momenti forti della serata ospitata in biblioteca civica. Il primo è stato quando ha raccontato che, scoperta la malattia, per proteggere le figlie, ha scelto di non vederle, pensando che così avrebbero sofferto meno. Solo quando è migliorato si è riavvicinato a loro ed è stato da quel momento che «la famiglia è diventata la risorsa più importante».Il secondo momento, invece, è stato quando, per ringraziare tutti i presenti di avergli dedicato del tempo per partecipare all’incontro, si è alzato dalla carrozzina e tutti si sono alzati con lui per applaudirlo. [END]© RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvia Dal Maso
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