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26.10.2018

«Le foto porno non mie
Lo afferma l'inchiesta»

Il municipio di Breganze
Il municipio di Breganze

«Il materiale pornografico trovato nel computer che usavo in biblioteca fui io a segnalarlo al mio superiore. Non era certo roba mia come poi è emerso dall'inchiesta. Era l'agosto 2001 quando, rientrando nel mio ufficio a distanza di sette mesi da quando ero stato spostato nell'archivio del Comune, scoprii quella robaccia nel computer che era stato utilizzato nel frattempo anche da altri impiegati. La procura ha poi archiviato l'inchiesta a mio carico, avviata in seguito alla segnalazione ai carabinieri di Breganze fatta dal Comune, ben dieci mesi dopo il rinvenimento del materiale che io stesso segnalai».

 

LA CAUSA. L'impiegato in pensione Danilo Xausa l'ha ripetuto più volte. Della sua complessa e lunga vicenda il nostro giornale si è occupato nell'edizione del 10 ottobre, dopo che la Cassazione ha respinto la sua richiesta danni al Comune nella causa di lavoro avviata per lo spostamento dalla biblioteca all'archivio. Per Xausa, difeso dall'avvocato Elisa Fichera di Verona, si trattava di un demansionamento. I giudici, invece, hanno spiegato che Xausa non era stato destinato a un incarico inferiore. A distanza di molti anni il suo rapporto di lavoro col Comune si era interrotto a causa della malattia che aveva superato il periodo massimo di comporto.

 

IL DISCREDITO. «Il tribunale di Vicenza nella causa di lavoro - osserva l'avv. Fichera -, confermata dalla Corte d'Appello, scrisse che il trasferimento dalla biblioteca all'archivio non aveva natura disciplinare. Inoltre, che il trasferimento non era giustificato in ragione del ritrovamento del materiale pornografico. Anche perché Xausa non c'entrava nulla con quel materiale, anche se a qualcuno in Comune fece comodo per usarlo contro di lui. Insomma, lui con quel materiale non aveva nulla a che fare». La sentenza è passata in giudicato. Essa sottolinea che il trasferimento di Xausa non era stato vessatorio e rientrava nei poteri organizzativi del capo dell'ufficio. Ecco perché l'impiegato ha perso la causa per danni.

 

IL COMPUTER. Dopo lo spostamento in archivio nel gennaio 2001, Xausa aveva chiesto l'intervento dei sindacati, ottenendo la revoca del provvedimento. Rientrava così in biblioteca e scopriva che c'erano stati in sua assenza accessi ai siti porno. «Prima che fossi spostato in archivio - raccontò Xausa - il mio computer non aveva mai registrato accessi a siti porno». L'inchiesta contro l'impiegato che era stato assunto in Comune nel 1973 venne archiviata perché il pm di Vicenza verificò che "la disponibilità del computer in oggetto non era esclusiva di Xausa ma era anche di altri soggetti, ad esempio del tecnico informatico comunale, del personale dell'Ufficio socio culturale e dell'Ufficio tecnico comunale".

 

LEALE. Dopo l'apertura dell'inchiesta Xausa venne spostato in via cautelare ad altro servizio del settore sociale. «Da un giorno all'altro - sottolinea l'avv. Fichera - egli si trovò a non occuparsi più delle incombenze che aveva svolto per trent'anni, con la spada di damocle di sospetti del tutto falsi, che l'inchiesta ha accertato in maniera palese». Questa vicenda, è sempre stata la tesi di Xausa, scombussolò la sua esistenza. «Sarebbe stato interessante capire chi in assenza di Xausa fece gli accessi ai siti pornografici - conclude l'avv. Fichera -, ma non è emerso. Di certo, Xausa quegli accessi non li aveva fatti e per averlo segnalato con lealtà ai superiori era stato oggetto di un esposto destituito di fondamento»

Ivano Tolettini
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