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17.07.2017

Ipab, l’ampliamento è fermo al palo

L’esterno dell’Ipab “La Pieve” di Breganze che ospita 150 anziani anche non autosufficienti. ARCHIVIODue ospiti in una struttura destinata a casa di riposo. FOTO ARCHIVIO
L’esterno dell’Ipab “La Pieve” di Breganze che ospita 150 anziani anche non autosufficienti. ARCHIVIODue ospiti in una struttura destinata a casa di riposo. FOTO ARCHIVIO

Silvia Dal Maso

È in fase di stallo la struttura per anziani gestita dell'Ipab “La Pieve”, a Breganze. Ferma al palo da tre anni, ora il futuro del pensionato rischia di rimanere addirittura compromesso. Una situazione che in Comune nessuno si aspettava, tanto che esattamente un anno fa il sindaco Piera Campana aveva promesso ai suoi cittadini che il nuova Cda, guidato da Ugo Barbieri, stava «lavorando alacremente, con il pieno appoggio di questa Amministrazione, per trovare una soluzione» che potesse «permettere di mantenere la qualità del servizio offerto agli ospiti e alle loro famiglie, potenziare i servizi socio-sanitari esistenti, non utilizzare nuovo suolo agricolo, mantenere vivo il cuore del paese e sostenere l'opera finanziaria».

Il primo cittadino, che ha sempre strizzato l'occhio alla ristrutturazione dell'esistente, allontanando la scelta del vecchio Cda, presieduto da Piergiorgio Laverda, di una nuova edificazione in via Sant'Eurosia, aveva anche dichiarato come fossero «già state individuate due alternative praticabili» tanto che «entro la fine del 2016» sarebbe stato possibile «aggiornare la comunità sugli sviluppi». Da quel momento, però, è calato il silenzio sul tema del pensionato, che già da anni rischia per la mancanza dei requisiti minimi di sicurezza e di comfort il ridimensionamento del 50 per cento dei posti letto passando da 30 a 15, almeno per quanto riguarda la parte dedicata agli autosufficienti. Sulla questione, oggi si apre il sipario con notizie poco, se non per nulla, rassicuranti. A confermarlo sono le parole del presidente del Cda dell'Ipab Ugo Barbieri.

L'amministratore è costretto a rimangiarsi la promessa fatta, ammettendo che la situazione del futuro del “La Pieve” è molto più complicata di quello che si aspettava. «Fino a qualche tempo fa - spiega Barbieri - era in atto una trattativa da parte di una società formata da più privati, interessati ad acquistare gli stabili di via Castelletto. Il loro progetto si stava sviluppando con l'interesse della Banca Popolare di Vicenza, ma, dopo le ultime vicissitudini dell'ente bancario, tutto si è bloccato. Adesso è intervenuta Banca Intesa e, se la trattativa procederà, per i privati sarà possibile impossessarsi dell'area degradata di via Castelletto e sistemarla. A quel punto vorremmo entrare in gioco noi, acquistando un terreno edificabile in quell’area in modo da poter ampliare lo stabile dell'Ipab, facendo in modo che tutti i servizi rimangano nel centro del paese».

«Noi una soluzione l'avevamo trovata – prosegue il primo cittadino – e fino a qualche mese fa ero convinta che tutto si sarebbe concluso per il meglio. Ora, invece, dovremo attendere gli sviluppi del caso. Comunque per il 30 settembre è già prevista una riunione tra la mia Amministrazione e il Cda dell'Ipab: se la trattativa tra i privati e Banca Intesa non andasse in porto, valuteremo soluzioni alternative». Chiudere nel cassetto i progetti del vecchio Cda che ha sempre sognato di riuscire a costruire in via Sant'Eurosia «una vera cittadella della salute con spazi appropriati e con le più avanzate modalità di assistenza senza mettere in pericolo il futuro dei 150 ospiti e dei 120 lavoratori dell'ente, e ripartire da zero, al momento non ha, dunque, dato i frutti sperati al sindaco Campana e al presidente dell'Ipab Barbieri. «L'attuale Cda individuerà i passi alternativi per il necessario adeguamento degli edifici, contemperando il minor impatto urbanistico possibile sul territorio e garantendo l'efficienza e l'ottimizzazione dei servizi, nonché il mantenimento degli standard attuali», conclude Campana.

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