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04.10.2017

Gli studenti anti-mine
in aiuto ai bimbi croati

Opuscoli elaborati dagli studenti di grafica aiuteranno gli sminatoriI referenti del progetto “Risk Mine Education”. DONOVAN CISCATO
Opuscoli elaborati dagli studenti di grafica aiuteranno gli sminatoriI referenti del progetto “Risk Mine Education”. DONOVAN CISCATO

La guerra alle mine in Croazia passa attraverso la creatività degli studenti dell'Ipsia Scotton di Breganze.

Il gruppo italiano di sminamento umanitario Hdig ha infatti affidato a 17 alunni di quinta dell'indirizzo grafica e comunicazione il compito di produrre materiale informativo, sia cartaceo che multimediale, da divulgare nelle scuole croate per sensibilizzare i giovani e le loro famiglie sul rischio mine.

«Si stima infatti che nell'entroterra dalmata siano disseminate 51 mila mine inesplose - ha spiegato Riccardo Galletti, presidente della onlus Hdig, durante l'incontro di ufficializzazione del progetto avvenuto alla presenza del dirigente Mario Maniotti, del vice sindaco Francesco Crivellaro, del maresciallo Antonio Marullo e di una delegazione dell'amministrazione di Pag - Un pericolo spesso sottovaluto dalla popolazione locale che poco o nulla sa del rischio che corre nel trovarsi di fronte a simili ordigni. Per questo appare quantomai urgente sensibilizzare le nuove generazioni, che potranno così farsi portavoce in famiglia della corretta modalità di fronteggiare una mina. Questa iniziativa scolastica rientra in un più ampio programma di bonifica umanitaria in Croazia che ha preso il via a maggio con l'apertura di un ufficio accreditato da Cromac (agenzia governativa croata per lo sminamento del territorio, ndr) che fa consulenza e valutazione della reale portata dell'inquinamento da ordigni inesplosi».

Per svolgere al meglio il loro compito, gli studenti dello Scotton non solo studieranno i conflitti che hanno devastato la Croazia tra il 1991 e il 1995, ma assisteranno anche ad una operazione di sminamento.

«Abbiamo accolto con piacere la proposta che ci è arrivata dalla onlus Hdig - ha spiegato l'insegnate Erika Chiara Bordignon, responsabile del progetto “Mine Risk Education” - perché per i ragazzi è interessante sia dal punto vista grafico che da quello storico. Dopo la prima fase preparatoria, gli studenti saranno in grado di produrre depliant e materiale multimediale per illustrare le diverse tipologie di ordigni presenti sul suolo croato, di spiegare i pericoli che si corrono nel toccare o maneggiare oggetti noti o sconosciuti che potrebbero celare ordigni inesplosi, e indicare le norme da seguire nella segnalazione di oggetti sospetti a insegnanti, famigliari e organi di polizia. È possibile inoltre che i ragazzi possano venire coinvolti da Cromac nello sviluppo di una app sul rischio mine».

Partner di Hdig nel progetto è la Aibs Lab srl di Trieste, società che ha allo studio una piattaforma destinata a guidare l'artificiere nella mappatura e nel riconoscimento delle mine.

«Collaboriamo con Aibs Lab dal 2015 - ha concluso Galletti - ovvero da quando ci ha chiesto una consulenza per sviluppare il software di mappatura degli ordigni inesplosi. Quando le abbiamo parlato del progetto di educazione al rischio mine ha voluto subito dare il patrocinio all'iniziativa, mettendo a disposizione consulenza tecnica e l'accesso ad aree di test presso i campi operativi».

Alessandra Dall'Igna
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