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26.07.2018

«Da sessant’anni fedele a Sant’Anna»

Un momento della celebrazione delle 6. FOTOSERVIZIO STELLA - CISCATOSono presenti più sacerdoti per gestire i numerosi fedeli Dopo la funzione si ritorna alla quotidianità, col sorriso sulle labbra
Un momento della celebrazione delle 6. FOTOSERVIZIO STELLA - CISCATOSono presenti più sacerdoti per gestire i numerosi fedeli Dopo la funzione si ritorna alla quotidianità, col sorriso sulle labbra

È una piccola parrocchia quella di Salcedo, neppure mille anime, ma in luglio, con l’approssimarsi della Festa di Sant’Anna, la Patrona della comunità che si celebra oggi, i fedeli diventano molti di più. Il Santuario che si trova in cima al colle è infatti meta di pellegrinaggi, fedeli che arrivano al piccolo parcheggio con la loro auto, ma anche molti “pellegrini” che per nove giorni affrontano il tragitto a piedi per la novena. Sono circa 250, ad ogni celebrazione, anime che chiedono grazia. Un segno di fede che assume ancor più significato se si ha la possibilità di visitare quel luogo definito “magico”, un Santuario che si erge su un panorama naturale incontaminato, che porta una boccata di antica spiritualità. Qui si incontrano per pregare, in cerca di silenzio, tante persone, ognuna con la propria storia, con le proprie speranze, i propri demoni. Mirella di Salcedo si avvicina alla Novena con una fede semplice, quel senso di religiosità che le è stato trasmesso dalla famiglia, da sempre. «Sant’Anna è nel mio cuore e quando posso vengo a pregarla, a parlare con lei come se fosse una di famiglia». È del paese anche Bruna e non poteva non far diventare Sant’Anna la sua protettrice. «Sono 24 anni che partecipo alla novena e non ho mai saltato un giorno – racconta con l’orgoglio della fede -. Raggiungo il Santuario, ammiro la statua di San’Anna e le chiedo protezione per tutte le persone care. Ma non si viene qui solo per “domandare”, si viene anche per ringraziare il Signore per tutto ciò che di bello e buono ci ha donato». Con lei, immancabile presenza quelle delle due figlie Mariarosa (ora abita a Caldogno) e Antonella (che vive a Zugliano). «Non è facile alzarsi presto al mattino per partecipare a una messa, ma lo si fa per devozione. Ci si prende un impegno e come tale è giusto portarlo avanti. Anche questa è fede». E poi ricordano una credenza popolare: «Fin da piccole ci è stato raccontato che Sant’Anna a Salcedo ha portato l’acqua. Si racconta che in paese non pioveva da tempo e la siccità era arrivata a livelli altissimi. Molti fedeli sono andati a pregare al Santuario e dopo poco ha piovuto, ma solo a Salcedo e nei paesi limitrofi, un episodio stranissimo, che non abbiamo più dimenticato». Giuliana arriva da Breganze, ma anche lei la novena la ricorda da sempre. «Fin da quando ero bambina, non ricordo di non aver partecipato a questo momento di fede. Si viene qui al Santuario per rivolgere una preghiera a Sant’Anna: quest’anno le chiedo la grazia di darmi un nipotino sano. Mio figlio e mia nuora aspettano un bimbo e la mia speranza, da nonna, è che tutto possa andare per il meglio». Chi frequenta la novena da 30 anni è Gabriella di Zugliano. «Per me è una tradizione che coltivo e vivo con profonda fede da sempre. Qui trovo serenità, pace, senso di benessere. Vorrei che fosse così anche per altri. Forse è per questo che ho preso l’abitudine di pregare per tutti». «Da oltre 60 anni vengo a piedi da Mason per la novena – racconta Pina -. Ricordo che partivamo alle 3 del mattino in gruppo, tra familiari e amici, bambini e adulti. E quando noi bimbi eravamo stanchi e ci facevano male i piedi, toglievamo le scarpe e proseguivamo scalzi». Le amiche Annalisa e Francesca raggiungono il colle ogni anno da Sarcedo. «Qui si respira un senso di pace che non ha eguali – dice Annalisa -. Basta guardare il panorama per sentirsi bene. La mia devozione a Sant'Anna mi è stata trasmessa dalla nonna che portava il suo nome». Una richiesta “speciale” quella che ha portato l’amica Francesca alla messa delle 6. «Sant’Anna è la protettrice dei bambini e per questo sono qui: le ho chiesto la grazia di vegliare su un bimbo malato che porto nel mio cuore, che faccia il miracolo di farlo guarire e che sostenga i suoi genitori». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvia Dal Maso
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