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20.12.2017

Al Bosco scoppia la Pokémon Go mania

La Pokémon Go mania ha contagiato tutti al Bosco.  STELLA-CISCATOI giocatori di Pokémon Go riuniti per la caccia a Mewtwo.  STELLA-CISCATOTablet e smartphone sono stati le “armi” dei giocatori.  STELLA-CISCATOAl meeting hanno partecipato bimbi e adulti.  FOTO STUDIOSTELLA-CISCATO
La Pokémon Go mania ha contagiato tutti al Bosco. STELLA-CISCATOI giocatori di Pokémon Go riuniti per la caccia a Mewtwo. STELLA-CISCATOTablet e smartphone sono stati le “armi” dei giocatori. STELLA-CISCATOAl meeting hanno partecipato bimbi e adulti. FOTO STUDIOSTELLA-CISCATO

Alessandra Dall’Igna Si sono dati appuntamento via chat al parco del Bosco, dove sono arrivati in 33 armati di smartphone, tablet e guanti touch screen. Hanno atteso l'ora x scambiandosi strategie di gioco, condividendo aneddoti di caccia e anche un bicchiere di vin brulè utile sia a scaldarsi che a stemperare l'ansia da prestazione. Sì perché quello andato in scena lunedì a Thiene non era uno dei consueti raduni di Pokémon Go, il videogioco dedicato ai simpatici animaletti giapponesi, ma la caccia a Mewtwo, un Pokémon talmente raro da aver richiamato in città anche giocatori da fuori provincia. A tentarne l'abbattimento, e la successiva cattura, sono stati gli oltre trenta appassionati cacciatori appartenenti principalmente al gruppo di Thiene, giocatori di età compresa tra i 9 e i 50 anni che quotidianamente si ritrovano in tutto l’Alto Vicentino per inseguire e acchiappare i Pokémon, e salire così di livello nel gioco «Questo era un raid davvero speciale - spiega Mario Tonin, commesso 43enne di Thiene - perché in città non era mai stato rilasciato un Pokémon così raro e per catturarlo era necessario presentarsi in gruppi da minimo otto giocatori. Per questo oggi (lunedì per chi legge, ndr) ci siamo ritrovati in così tanti: alla fine siamo riusciti a catturarlo in 31, per due di noi purtroppo è andata male». Pur di non perdersi questo evento così eccezionale c'è chi ha chiesto un permesso al lavoro, chi ha saltato la pausa pranzo per precipitarsi al parco in tempo e chi è uscito prima da scuola. La mascotte del gruppo è Lorenzo, 9 anni, il più piccolo ma anche il più agguerrito. Si è presentato all'appuntamento con largo anticipo, accompagnato da mamma e sorellina, e munito di guanti touch screen per giocare senza gelarsi le mani. «Non potevo perdere questo raid, è un personaggio troppo importante e volevo averlo a tutti i costi», ha affermato candidamente il bambino che ha iniziato a giocare un anno fa e che per inseguire i mostriciattoli ha già percorso più di 500 chilometri. Non tutti a piedi, come ci rivela Steven, studente 17enne di Zanè: «A volte li catturo dalla macchina e se vai abbastanza piano il gioco registra i chilometri come se stessi camminando: mio fratello guida e io, seduto al suo fianco, inquadro i Pokémon, li abbatto e li catturo». C'è chi poi ha iniziato a giocare per tornare un po' bambino, come ci racconta Luca Grazian, 28enne chef di Caltrano: «Mi sono appassionato a Pokémon Go perché mi riporta alla mia infanzia, quando tornavo da scuola e dopo pranzo mi sedevo davanti alla tivù a guardare Pikachu e gli altri. Per la fine dell'anno io e altri sette giocatori andremo a Milano per un raid perché al Parco Sempione verranno rilasciati dei Pokémon imperdibili». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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