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21.10.2017

Vanno a funghi
e rubano mele kiwi e cavolfiori

Nel cesto dei funghi non ci sono solo i chiodini. FOTO DONOVAN CISCATO
Nel cesto dei funghi non ci sono solo i chiodini. FOTO DONOVAN CISCATO

I valligiani esasperati si ribellano contro i fungaioli invasori delle proprietà private che, oltre a chiodini e morette, che abbondano in questo periodo autunnale, si portano via fagioli, verze, cavoli e mele coltivate con cura. Persino furti copiosi di kiwi fra le segnalazioni di chi abita in contrada. E c’è chi minaccia di ricorrere ai forconi contro questi furbetti giunti spesso dalla pianura.

Funghi a catinelle nell’alta Valleogra. Di prima qualità, come i porcini di faggio e castagno, fino ai popolari chiodini, verdoni, morette e così via. Abbondante pure la micidiale amanita falloide, che finora non ha creato problemi in zona, grazie a una più attenta conoscenza dei miceti da parte degli appassionati. Che spesso, soprattutto se foresti, non sembrano avere altrettanta comprensione per gli orticelli privati. Da qui una generale lamentela dei valligiani per l’invasione di raccoglitori che non si accontentano di riempire il cesto, ma allungano le mani sui frutteti e verziere degli autoctoni. Tanto, una volta penetrati nella proprietà privata, l’ortaggio e la frutta fanno ulteriore gola.

Senza contare, ovviamente, i furbetti che girano in franchigia nei boschi , in barba ai precisi regolamenti regionali e locali che prevedono tesserino, giorni di raccolta, quantità, contenitori appositi e altre normative pubbliche per garantire appunto il rispetto del sottobosco e un razionale controllo dell’attività. Qualche anno fa, la tensione era al limite, tanto che nel quartiere Savena, meta d’eccellenza dei fungaioli, chiodini a tre punte, nel caso metallici, hanno fatto strage di ruote di auto messe senza criterio in ogni posto e tali da impedire la circolazione del traffico locale e persino dello scuolabus.

Oggi la situazione non è così estrema, ma ,sottolinea Andrea, 47 anni, operaio e ortolano a tempo libero, è sempre indigesta. «Troppi gli arrivi, che mescolano gente corretta e scorretta, che non si accontenta di riempire il cesto di funghi, ma entra negli orti per fare incetta di verze, zucche, cavoli, fagioli, mele e pere e ogni altro ben di Dio dell’autunno ».E aggiunge arrabbiato:«Qualche ladruncolo, poi, ha pure la faccia tosta di replicare che gli orti non sono recintati e quindi è terra di tutti. Roba da forconi». Continua Francesco,71 anni, pensionato e fruttaiolo per inclinazione.«Per un amico del paese avevo potato la scorsa primavera il pergolato di kiwi davanti casa, e proprio qualche giorno fa, quando erano belli e col caldo insolito ormai maturi, sono spariti con i soliti ignoti. Peccato, perché tanto lavoro e soddisfazioni sono andate in fumo».

Conclude amareggiato Claudio Taldo, 44 anni, presidente dell’associazione “Le Masière””, che promuove l’agricoltura biologica nella vallata:«Disciplinare la raccolta di funghi è doveroso, come pure potenziare i controlli. Dispiace, però, il continuo assalto di gente senza scrupoli nei terreni privati che molti di noi continuano a coltivare con amore e si sentono quindi depredati e persino derisi. Un malcostume, insomma, che offende tutti quelli, giovani e anziani, che si ostinano a vivere in montagna per proteggerla e valorizzarla».

Alberto Dalla Riva
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