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02.09.2018

Rubati i campanacci delle vacche al pascolo

Durante la transumanza al ritorno da malga Prà
Durante la transumanza al ritorno da malga Prà

Potremmo definirla l’ultima frontiera del crimine, se non si rischiasse di cascare nel grottesco. In un’estate costellata di crolli, incidenti, violenze di vario tipo e microcriminalità varia, mancava solo questo: il furto di campanacci dalle mucche al pascolo. È successo in tre fasi successive a malga Prà, mille metri di altitudine, facilmente raggiunibile a piedi dalla provinciale 46 e a poche decine di metri dal rifugio Balasso. Le mucche al pascolo sono quelle del caseificio sociale Centro di Torrebelvicino. Nel primo raid spariscono cinque campanacci con collare legato, valore tra i 30 e i 40 euro ciascuno. Nel secondo ne svaniscono nel nulla altri quattro, fra lo stupore misto a rabbia di chi segue gli animali. Infine, e siamo ai giorni scorsi, quando sembra che le acque si siano chetate, ne viene rubato un ultimo, che era in bronzo e persino firmato dall’artista che lo aveva eseguito. I furti, secondo i responsabili del caseificio, sarebbero avvenuti nelle vicinanze dell’area camper poco prima del Balasso. Particolare questo che fa sospettare su qualche imbecille a caccia di souvenir se non a collezionisti veri e propri disposti a tutto, pure a farsi cogliere con le mani nel sacco in orari di passaggio, anche perché ora la sorveglianza è potenziata. Pare non si tratti di casi isolati visto che a malga Novegno, per evitare simili sparizioni i malgari hanno da tempo introdotto la catena con lucchetto. «A noi non era invece mai successo - ammette Giacomo Collareda, già docente degli istituti superiori scledensi e ora uno dei responsabili del caseificio turritano. - Le prime nove rubate non sono antiche ma hanno comunque un valore, fra campana e collare, di 30 - 40 euro. L’ultima invece era in bronzo fuso, realizzata appositamente da un artista». I furti sono avvenuti con le vacche al pascolo vicino a luoghi frequentati, come il rifugio, il giardino botanico San Marco e l’ex statale 46 che porta escursionisti e turisti verso l’ossario del Colle Bellavista e verso il Pian delle Fugazze, luogo di partenza per la Strada del Re, Campogrosso e altre mete. Inoltre vi transita anche chi si dirige verso Bocchetta Campiglia e le 52 gallerie. «Non so chi possa essere stato - sospira Collareda. - Collezionisti o qualche malgaro; però si tratta di furti assai curiosi e ripetuti. Noi in malga, in questo periodo, abbiamo 28 mucche. E dieci di esse sono tornate prive di campanaccio». Ci sono anche degli orari ben precisi in cui colpi sono stati messi a segno: «Le abbiamo fatte scendere dalla malga alle 9 e alle 9,30 erano già state spogliate di collare e campana. Questo ci consente di circoscrivere orari ma anche luoghi». Un mistero che a malga Prà vorrebbero risolvere prima della transumanza. Sperando che i campanacci superstiti rimangano al loro posto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Sartori
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