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02.01.2019

Muore a 51 anni noto ristoratore stroncato dal male

Il ristorante-pizzeria Alla Pergoletta chiuso per lutto.  STUDIO STELLASereno Corzato, 51 anni
Il ristorante-pizzeria Alla Pergoletta chiuso per lutto. STUDIO STELLASereno Corzato, 51 anni

Marco Billo Mauro Sartori Stroncato dal male a otto mesi dall’altrettanto prematura scomparsa del fratello, che condivideva con lui la passione per la cucina. È morto Sereno Corzato, 51 anni, ristoratore, fratello di Gianantonio, 58 anni, conosciuto da tutti come “Toni delle Asse”, originari entrambi di Valli del Pasubio ma destinati a fare fortuna più a valle, il primo a Malo e poi Sarcedo, il secondo a Torrebelvicino. Il primo titolare di una pizzeria - ristorante, il secondo di una trattoria rinomata. Stroncati tutti e due da un male incurabile quand’erano nel pieno delle forze. «Sereno era una gran lavoratore, innamoratissimo della sua famiglia e della ristorazione», è il ricordo della moglie, Sonia Segalla. È deceduto sabato 29 dicembre, nella sua casa di via Cavedagnona a Levà, tra l'affetto delle sue figlie Silvia ed Elisa, rispettivamente di 25 e 20 anni, e della sua compagna di vita con cui condivideva, dal 2010, anche la gestione della pizzeria Alla Pergoletta di Sarcedo. «Mio marito ha combattuto la malattia con tutte le sue forze, come un guerriero: non si lamentava e anche quando si sottoponeva alle terapie non restava mai a casa, tornava sempre nel suo ristorante. Ha lavorato fino all'ultimo, fino a quando il fisico ha retto», racconta Segalla. «Ha sempre avuto una grande passione per il mondo della ristorazione, fin dagli anni '90 quando a Levà ha aperto il bar Pierrot. Poi, per dodici anni, abbiamo gestito a Malo la pizzeria “Dimmi di sì” e dal 2010 la Pergoletta. Ambiva sempre alla perfezione e amava le persone: voleva che i suoi clienti stessero al meglio nel nostro ristorante. In questi giorni, l'amore che ha donato è stato ricambiato. In moltissimi si sono stretti attorno alla nostra famiglia e ciò ci è stato d'aiuto». Una passione di famiglia quella per la ristorazione, condivisa anche dal fratello Gianantonio, scomparso per lo stesso male incurabile nel 2018, e dalla sorella Mara. Sereno, il più giovane di sette fratelli, era originario di Valli del Pasubio e cresciuto a Magrè di Schio. Dal 1991 viveva nella frazione montecchiese, paese d'origine della moglie. «Nei locali che gestiva Sereno faceva di tutto e se serviva si occupava anche della cucina. Il suo obiettivo, quando prendeva in gestione un nuovo ristorante, era quello di farlo rinascere. Ci è sempre riuscito», continua. «Era felice, sempre sorridente, un uomo onesto, solare e positivo. Nelle avversità guardava sempre al bicchiere mezzo pieno. Anche durante la malattia ci infondeva coraggio ed era ottimista. Adorava anche l'enologia e la pesca e spesso si recava nell'Adriatico a pescare sgombri con i suoi amici. Moltissime associazioni della zona lo invitavano ai momenti conviviali, anche se non era tesserato, perché era benvoluto da tutti. Sereno ha lasciato a tutti noi il suo sorriso, indelebile nei nostri cuori». I funerali si svolgeranno alle 10 di domani nella chiesa parrocchiale di Levà. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Billo Mauro Sartori
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