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12.08.2017

L’unica messa
manda in crisi
l’antico mercato

Il monumento all’emigrante osserva le bancarelle del mercato domenicale. FOTO DONOVAN CISCATO
Il monumento all’emigrante osserva le bancarelle del mercato domenicale. FOTO DONOVAN CISCATO

Tempi duri per lo storico mercato di Valli. La crisi vocazionale riduce le messe festive ad una sola nella chiesa parrocchiale e la domenica i clienti abituali degli ambulanti latitano. Dopo 400 anni, risalgono infatti al 1621 i primi regolamenti che disciplinavano la vendita della mercanzie , l’importante luogo di scambi commerciali della Val Leogra e non solo segna il passo e il futuro non sembra affatto roseo. Un declino legato alla generale crisi economica cominciata una quindicina di anni fa e anche , spiegano in municipio, per la riduzione, nel ’98, delle tabelle merceologiche, ridotte a due categorie, per la perdita dell’esclusiva della panificazione domenicale e per la liberalizzazione dell’apertura festiva dei negozi in tante altre parti. Andare la domenica fra le bancarelle, insomma, non è più un rito. Oggi l’area del mercato è di circa 2500 metri quadrati con una superficie di posteggi di quasi 950 metri quadrati lungo via Roma e, da una ventina d’anni, anche sul piazzale a lato del municipio. I posteggi sono 25, divisi fra prodotti alimentari (6), agricoli (3) e non alimentari (16). I posteggi definitivi in concessione sono 13 e i restanti sono assegnati di volta in volta ad operatori precari in prevalenza extracomunitari seguendo un’apposita graduatoria.

D’estate un po’ di folla c’è ma è una boccata di ossigeno che compensa solo in parte il calo commerciale, tanto più che nell’arco di pochissimi anni nel centro storico hanno chiuso i battenti cinque negozi, due bar e un altro con attività sospesa. Dati poco confortanti per Amadilio Dalle Molle,62 anni, che da otto lustri, seguendo le orme del padre, vende in un angolino di via Roma formaggi di qualità . «Una volta era tutto diverso – dice – si iniziava presto ,verso le sei fino a mezzogiorno inoltrato, si vendeva di tutto e veniva al mercato tanta gente e molta da fuori paese. Certo è che i centri commerciali e le nuove abitudini, hanno indebolito il mercato e il futuro non mi pare troppo rassicurante».

Aggiunge Valerio Dalle Mole, 69 anni, apicoltore della frazione di Sant’Antonio, nel mercato da dieci anni:«Si nota certamente una diminuzione del movimento commerciale , però il mio miele è sempre richiesto , specie in estate con il passaggio di tanti turisti e quindi arricchire il mercato con più prodotti locali servirebbe a rinvigorirlo».

Anche il sindaco Armando Cunegato, che gestisce un negozio in centro, non nasconde le difficoltà .«Purtroppo – sottolinea il primo cittadino – la legge Monti, oltre che le incertezze economiche, ha avuto conseguenze negative per il nostro mercato che fino a qualche decina di anni fa era punto di riferimento per l’Alto Vicentino e per la trentina Vallarsa . E poi il fatto che da qualche anno ci sia una sola messa alla domenica, alle 10, invece delle tradizionali due, alle 9 e alle 11, e una volta persino il doppio, ha contribuito a ridurre il numero di persone che si fermavano più a lungo. Comunque, il Comune sta studiando ogni possibilità per riqualificare il mercato con una maggiore diversificazione quantitativa e qualitativa delle vendite, puntando anche sui giovani che hanno già dimostrato di essere interessati a coltivare e commercializzare i prodotti agricoli tipici della zona e che sono sempre molto richiesti».

Alberto Dalla Riva
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