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29.12.2018

L’ultima impiegata va in pensione Poste chiuse e caos

L’ira degli  davanti all’ufficio postale di Valli.  FOTO  DONOVAN CISCATOLa vicina caserma dei carabinieri dove alcuni cittadini si sono recati
L’ira degli davanti all’ufficio postale di Valli. FOTO DONOVAN CISCATOLa vicina caserma dei carabinieri dove alcuni cittadini si sono recati

L’unica impiegata va in pensione e l’ufficio postale del paese va in tilt. L’addetta è andata meritatamente in quiescenza da giovedì 27 dicembre e ieri, primo giorno senza di lei, rimasta ultimo baluardo del servizio nell’intero paese dopo le chiusure degli sportelli di Sant’Antonio e Staro, alle 8,30 c’era la fila di utenti, soprattutto anziani, con termometro sotto zero, ad attendere e chiedersi cosa accadrà. Perché il futuro è buio, nonostante alle 10 un addetto sia venuto ad aprire. E il sindaco Armando Cunegato minaccia una protesta clamorosa: «Se i miei compaesani tolgono i loro depositi, vediamo cosa succede...» Il primo cittadino è arrabbiato («scrivi pure inc....o nero che rende meglio l’idea») per una situazione che si sta facendo pesante: «Quando chiusero i due uffici nelle frazioni, sei anni fa, promisero un potenziamento per quello rimasto in centro paese. Ora ci troviamo con i portalettere spariti, visto che ne vediamo uno sì e no due o tre volte alla settimana. E con l’unica impiegata in pensione ci chiediamo cosa ci riserva il futuro». L’ira dei valligiani è arrivata al punto tale che qualcuno è persino andato nella vicina caserma dei carabinieri, poche decine di metri dal luogo della protesta, per vedere se ci sono gli estremi per una denuncia. Il malessere nasce da lontano, ovvero dall’estate 2012 quando Poste italiane annunciarono diversi tagli. In zona riguardarono quelle di S.Ulderico del Tretto, Staro e Sant’Antonio. Erano uffici a mezzo servizio ma che svolgevano un ruolo sociale non indifferente nella fascia pedemontana della Val Leogra. Eppure rientravano in quel migliaio di tagli, annunciati da Poste italiane in ossequio allo “spending review”. Toccò anche a Piana di Valdagno, per restare in zona e a diversi uffici dislocati sull’altipiano di Asiago. «Ma allora ipotizzarono un rinfoltimento del personale all’ufficio di centro paese - ammette Cunegato. - E invece siamo ridotti così. E i miei concittadini poi vengono a trovarmi e a dirmi cosa ne pensano. E vi lascio immaginare cosa mi riferiscono...» Il sindaco sostiene di avere scritto ben quattro volte, negli ultimi tempi, alla direzione regionale di Poste italiane, senza mai ricevere una risposta, anche solo di accoglimento. «Ho attivato anche il prefetto di Vicenza che, ad onor del vero, si è dato da fare ed è riuscito, non so in che modo, a far arrivare a Valli un sostituto per qualche giorno. Ma ora siamo al punto zero. E pensare che avevamo tre uffici postali che funzionavano, al servizio di una popolazione che nelle Poste crede e si affida. La verità è che a Torrebelvicino, pochi chilometri di distanza, gli impiegati sono ben quattro». Il primo cittadino confida poi di essere a sua volta vittima del disservizio: «Mi sono recato alle Poste ben quattro volte per pagare un bollettino, e non ci sono riuscito. Ma così non può andare avanti. Le comunità pedemontane non possono essere abbandonate a se stesse. Stavolta ci faremo sentire, eccome...». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Sartori
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