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28.11.2018

Condanna a 2 mesi per il finto osteopata «Usava dei farmaci»

La condanna arrivata l’altro giorno dal giudice Taschin
La condanna arrivata l’altro giorno dal giudice Taschin

Abuso della professione medica. È il reato per cui l’altro giorno Ampelio Pagliosa, 70 anni, residente a Valli del Pasubio, è stato condannato in primo grado dal giudice Ivana Taschin a due mesi di reclusione. Secondo l’accusa il 70nne, sprovvisto dell’abilitazione all’esercizio della professione medica, all’interno di una sorta di ambulatorio nella sua abitazione (al civico 10 di via Zoppati a Valli) avrebbe di fatto esercitato come fosse in tutto e per tutto un vero e proprio dottore. E questo nonostante all’esterno dell’“ambulatorio” fosse scritto, in una targa, “Studio naturoterapia Pagliosa Ampelio”. Ma al di là di quanto riportato in effige all’esterno dell’abitazione, stando a quanto è stato ricostruito dalla procura nell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Giovanni Parolin, l’imputato, difeso dall’avvocato Vincenzo Garzia, «compiva - come riporta il capo di imputazione formulato dalla procura - atti propri e tipici della professione medica». E questo eseguendo, in particolare, «attività di diagnosi, cura e riabilitazione». In base all’inchiesta e a quanto accertato nel corso del dibattimento, Pagliosa ad alcuni “pazienti” avrebbe riscontrato anche delle vertebre “fuori posto” e un’ernia alla schiena. Patologie che sarebbero state curate con dei massaggi tramite anche l’impiego di meccanismi e prodotti farmaceutici con l’applicazione di garze e la prescrizione di medicinali, soprattutto anti infiammatori. I fatti al centro dell’inchiesta e quindi del dibattimento conclusosi l’altro giorno con la condanna dell’imputato, risaliva all’aprile 2013 quando sulla scrivania del pubblico ministero Parolin arrivò la segnalazione (forse una denuncia presentata da un altro collega massaggiatore) che poi fece scattare l’inchiesta da parte della procura. «La sentenza ci ha lasciati sbigottiti», commenta l’avvocato Garzia, che già nei prossimi giorni presenterà appello nei confronti del pronunciamento emesso dal giudice Taschin. «Nei confronti del mio assistito ci sono solo ed esclusivamente elementi indiziari - prosegue il legale -. Stiamo parlando di un massaggiatore professionista che avrebbe usato solo una crema per fare un massaggio. Nel corso del dibattimento non è emersa alcuna prova del fatto che il signor Pagliosa abbia prescritto alcun tipo di farmaco». «Qualcuno dei suoi colleghi massaggiatori - conclude il legale - deve avere deciso di presentare una querela nei confronti del mio assistito. E da quella è partita l’inchiesta e il processo terminato con una sentenza che appelleremo assolutamente poiché non la riteniamo giusta». Non è comunque la prima volta che Ampelio Pagliosa, detto “Farinelo”, finisce nel mirino della giustizia; anni fa (era il 2008) l’allora pm Paolo Pecori gli aveva fatto sequestrare l’ambulatorio indagandolo per l’accusa di esercizio abusivo della professione di massaggiatore. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Bernardini
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