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04.02.2018

Tensione per i profughi Il comitato fa dietrofront

I manifestanti di “Alto vicentino accoglie”.  DAL CEREDOLa stazione ferroviaria blindata da carabinieri e polizia locale.  S.D.C.
I manifestanti di “Alto vicentino accoglie”. DAL CEREDOLa stazione ferroviaria blindata da carabinieri e polizia locale. S.D.C.

Silvia Dal Ceredo Dalle molestie sessuali di un richiedente asilo ai danni di una giovane, alla doppietta di manifestazioni in piazza tra chi è favorevole all'accoglienza e chi invece no. Ancora una volta la città di Schio si divide, con le forze di destra da un lato e la controparte di sinistra dall'altra. In mezzo, come accade ogni mese di luglio in occasione della ricorrenza dell'Eccidio, un ampio dispiegamento di forze dell'ordine che desta non poca curiosità e perplessità tra la cittadinanza. Il comitato Prima Noi aveva organizzato per ieri pomeriggio alle 16 un'assemblea pubblica all'aperto al parco Donatori di sangue per affrontare il tema della sicurezza correlato alla presenza di richiedenti asilo in città. Iniziativa che però gli stessi organizzatori hanno deciso di posticipare, dopo aver appurato che il comitato Alto Vicentino Accoglie (Ava) aveva promosso una contromanifestazione nel piazzale della stazione ferroviaria, per contestarli. «Siamo stufi di questi giochetti da vecchia contrapposizione politica – sottolinea il portavoce Alex Cioni, presente comunque al parco per avvertire eventuali partecipanti - noi non siamo un partito ma un comitato di liberi cittadini che volevano solo parlare di un tema importante. Mi pare che questi signori invece abbiano un concetto tutto loro di democrazia e di libertà di espressione. Proprio perchè loro cercano sempre lo scontro violento, abbiamo deciso di fare un passo indietro, per non creare disagio ai cittadini». In via Baccarini comunquei, per scongiurare qualsiasi tipo di contatto o tensione, sono intervenuti i carabinieri della stazione di Schio, la polizia locale del Consorzio Alto Vicentino, la digos e la polizia di stato, con diversi mezzi. Già in mattinata i carabinieri della stazione di Schio erano intervenuti per placare gli animi in mezzo al mercato cittadino a seguito di alcuno momenti di tensione innescatisi tra i militanti del gazebo di Casa Pound, ubicato in piazza Rossi, e i loro oppositori di sinistra. «Per noi certe presenze in città sono inaccettabili – conferma uno dei portavoce del comitato Ava, Jacopo Borga -. Non è ammissibile che certi gruppi strumentalizzino fatti di cronaca per fomentare l'odio, il razzismo e propagandare. Certo quel migrante è da condannare per quello che ha fatto, ma non per questo anche tutti i richiedenti asilo. Rilanciamo l'invito a partecipare al consiglio comunale di domani sera in cui verrà discussa una mozione proprio sul tema delle presenze fasciste, razziste e discriminanti anche nel nostro territorio e richiesta una chiara presa i posizione da parte del sindaco e amministrazione». Il centinaio di attivisti ha poi marciato in corteo fino a piazza Statuto. Nel frattempo il comitatoPrima Noi, il cui appuntamento è stato posticipato a data da definire, rilancia l'invito ai suoi oppositori e a tutti gli interessati, ad un incontro pubblico in cui parlare del tema “profughi” per confrontarsi di fronte ai cittadini. «Noi non abbiamo nessun problema a partecipare e ad argomentare, lo stesso non si può dire di loro». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvia Dal Ceredo
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