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13.09.2018

Sulle 52 gallerie con la moto da cross

Un frame di un video pubblicato sui social da motociclisti stranieri sul Pasubio.  STUDIO STELLAUna delle frane sulle gallerie sistemata dai volontari del Cai
Un frame di un video pubblicato sui social da motociclisti stranieri sul Pasubio. STUDIO STELLAUna delle frane sulle gallerie sistemata dai volontari del Cai

Non solo vandalismi, furti, inciiltà diffusa: il Pasubio diventa teatro di scorribande pericolose, come quelle, testimoniate da filmati postati sui social, di moto da cross che salgono le 52 Gallerie e poi le discendono, anche di notte, ciclisti in mountain bike che fanno altrettanto. Per non parlare di chi fa (e lascia) i suoi bisogni all’interno di quei manufatti scavati dai soldati oltre un secolo fa, opera d’ingegneria militare apprezzata persino da Carlo d’Inghilterra. Adriano Dal Prà, responsabile della commissione “Tam” del Cai di Schio, fa un quadro della situazione preoccupante e priva dei necessari controlli. «Contrariamente a quello che si pensa, il Pasubio non ha affatto bisogno di aumentare il turismo di massa, bensì di qualificarlo e regolarlo, rendendolo sostenibile - afferma Dal Prà. - Se arrivano delinquenti in zona è perché il parcometro, senza sorveglianza sistematica, li attira. Se non si fanno controlli, resta l’improvvisazione. Non è questo il servizio pubblico atteso da anni, specie per un parcheggio costruito con soldi pubblici. Doveva provvedere, come per le toilette, il Comune gestore». Nel caso specifico Dal Prà si riferisce a Posina, «ma ora anche Valli fa il suo parcheggio e un punto di ristoro a Bocchetta Campiglia, denominata “info point” perché va di moda anche se vende panini e bibite. Sono fonti di guadagno sicure ma non mi risulta che i Comuni vogliano reinvestirli per salvaguardare il Pasubio e le Gallerie». Ed ecco il tasto più dolente: la massa che arriva e lascia di tutto: «Sono aumentati i visitatori distratti e con loro le immondizie disseminate e accumulate lungo il sentiero, specie ai bordi e all’interno delle gallerie, dove abbiamo fotografato tappeti interi di deiezioni, con odori nauseabondi conseguenti. A Bocchetta Campiglia erano stati promessi due gabinetti chimici ma stiamo ancora aspettando. Non può essere compito dei volontari del Cai bonificare ciò, compresa la raccolta di rifiuti sparsi ovunque - puntualizza Dal Prà. - Lo stesso problema sussiste al rifugio Papa, dove provvediamo noi e il gestore alla raccolta e al trasporto a valle, a spese nostre, mentre i Comuni fanno i sordi». Ecco infine il nodo di chi le gallerie le affronta con mezzi teoricamente vietati: «Le mountain bike ormai vanno in tutti i sentieri più impervi, rendendo problematica la percorrenza agli escursionisti. Poi ci sono le moto fuori strada che transitano in aperta violazione dei divieti esistenti, arrivando sino a Cima Palon. Noi da parte nostra andiamo a ridurre o eliminare le frane esistenti ma nessuno sorveglia l’intero sentiero». La bordata finale è per le gare: «Alla Trans d’Havet hanno percorso le gallerie 336 atleti, sabato c’è la maratona alpina e domenica la Superpippo che addirittura attraverserà zone sacre tutelatedalla legge, recando offesa gravissima alla memoria di combattè e cadde. L’afflusso di centinaia di persone danneggia non poco i sentieri, rendendo indispensabili le riparazioni dei nostri volontari, Le autorità comunali non si rendono conto che non è lontano il momento in cui questi volontari non saranno più disponibili gratuitamente. Nel Trentino il Sat - Cai ha già abbandonato la cura di alcuni sentieri». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Sartori
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