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23.12.2017

Settimana corta, genitori in rivolta

Cambieranno le abitudini per migliaia di famiglie scledensi con figli a scuola.  STUDIO STELLA
Cambieranno le abitudini per migliaia di famiglie scledensi con figli a scuola. STUDIO STELLA

Mauro Sartori Dall’annata scolastica 2018 - 2019 gli istituti comprensivi scledensi passano alla settimana corta e scatta la rivolta dei genitori. Nei giorni scorsi l’istituto “Il Tessitore” ha deliberato il passaggio delle prime classi della secondaria ad un unico tempo scuola, da lunedì a venerdì dalle 8 alle 14. Il consiglio d’istituto ha accolto favorevolmente la proposta con voto risicato, 7 a 6 ma schieramenti ben definiti: dirigenza, docenti e operatori scolastici da una parte, genitori dall’altra. Anche gli altri istituti cittadini, “Fusinato” e ”Battistella”, si adeguano e quindi le medie si attesteranno sulla medesima proposta feriale, con il sabato libero. Chi ha il tempo lungo potrà continuare a farlo. «Dopo un’approfondita discussione, i rappresentanti dei genitori hanno ritenuto di non poter sostenere il metodo utilizzato per arrivare ad una decisione tanto importante per il futuro della nostra scuola e di tutte le altre cittadine», si legge nel documento emesso dal comitato che parla di «un percorso non condiviso, una scelta fatta a monte» e di «una frattura che testimonia una grave situazione di scollamento». L'anno nuovo porterà a chi deve iscrivere i figli in prima elementare o prima media un'offerta oraria piuttosto snella: 8-14 per tutte le medie di Schio e stop al sabato sia per medie che elementari. La notizia sta trapelando tra i genitori, gettando i più in subbuglio: non solo i diretti interessati ma tutti i genitori che temono di veder diminuire l’offerta scolastica. A valle di questi provvedimenti, i costi riversati sulle famiglie di tutti i futuri iscritti alle elementari potrebbero esplodere poiché la mensa (5 euro circa a pasto) diventa un costo imposto a tutti, tranne forse ai pochi fortunati che vivono nelle immediate vicinanze della scuola (45 minuti per uscire dalla scuola, mangiare e rientrare). Per fare un solo esempio, una famiglia che desidera la settimana lunga alle primarie, soluzione che evita la mensa, dovrà ora sostenere per ogni figlio un costo che va dai 165 ai 300 euro annui a seconda del numero di rientri. «Per i nati dal 2011 affermano alcuni genitori - in poi non esiste più la scuola gratuita e verrà imposto un costo rilevante. Chi, che sia per ragioni educative o organizzative, volesse una risposta diversa da quella disponibile, la potrà trovare fuori dal territorio di Schio. Quindi addio alle agevolazioni messe a disposizione del Comune per mensa e trasporti». C’è chi paventa una fuga verso Torrebelvicino, Santorso, San Vito o Malo, dove la settimana rimane anche lunga per le elementari. Nel caso delle medie, il malessere delle famiglie nei confronti dell'imposizione a tutti della settimana corta si concentra su interrogativi riguardo l'efficacia di ritmi compressi per gli alunni più fragili, la salubrità di pranzi tardivi e la ricaduta sulle attività extrascolastiche come lo sport. «Ho una figlia con disturbi dell’apprendimento - afferma Fabio B. - Le insegnanti riferiscono difficoltà di concentrazione, soprattutto nelle ultime ore: terminare alle 14 sarebbe controproducente non solo per mia figlia, ma anche per alunni senza difficoltà». La settimana corta in genere è gradita alle famiglie per lo spazio che lascia nel fine settimana al riposo e alla socializzazione, ma per la maggior parte dei genitori che lavorano e che non godono di part-time, avere i figli che rientrano dopo le 14 significherà dire addio alla pausa pranzo in famiglia. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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