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14.11.2017

Mamme in sala parto
«Bisogna proteggerle»

La platea presente alla conferenza “Nascita e contatto”. S.P.
La platea presente alla conferenza “Nascita e contatto”. S.P.

«Uno dei bisogni primari della donna mentre partorisce è sentirsi al sicuro da qualsiasi pericolo: quindi la parola d'ordine in sala parto è protezione». Il monito arriva da Michel Odent, medico francese che da decenni indaga sulla fisiologia del parto, intervenuto a Santorso nell'ambito della conferenza “Nascita e contatto” organizzata dall'associazione Coccola di mamma e moderata dal pediatra Luca Rigon.

Di fronte ad una platea composta da circa 350 tra neo genitori, ostetriche, medici e infermieri, Odent, che nel 1985 a Londra ha fondato il Primal Health Research Centre specializzato nello studio degli effetti a lungo termine sulla salute delle modalità del parto dei primi istanti di vita del neonato e della sua interazione con la madre, ha spiegato al pubblico: «Per capire la fisiologia del parto bisogna studiare l'attività della neocorteccia del cervello che genera inibizione- spiega- Quando una donna è in grado di partorire in modo naturale da l'impressione di estraniarsi dal mondo, la sua neocorteccia è a riposo, dimentica i libri e le lezioni, urla e si sfoga. In questo modo trova da sè la posizione per partorire naturalmente. Capendo ciò dobbiamo rivedere tutti i suoi bisogni di base durante il parto. Dobbiamo proteggerla da tutto ciò che potrebbe stimolare la sua neocorteccia: dal modo in cui le stiamo intorno, a quello in cui le parliamo, alla luce della stanza. La melatonina, infatti, detta "ormone del buio", aiuta il parto insieme all'ossitocina. Vi sono zone dello spettro della luce che inibiscono la melatonina come il blu che invece è usato in tutti i fari delle sale parto disturbando le donne. Paradossalmente è più razionale partorire a lume di candela che sotto le luci della sala parto». La conferenza è proseguita con l’intervento sul tema del contatto tra madre e figlio di Esther Weber, autrice del libro “Portare i piccoli”. «La difficoltà del nostro tempo in cui siamo sempre connessi è stringere veri legami anche con i nostri figli- spiega- I bambini hanno bisogno di amore e contatto nei primi mesi di vita, sono le basi per il loro sviluppo emotivo e per acquisire sicurezza». S.P.

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