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04.11.2017

Ecco il super laser
per individuare
gli embrioni sani

La sede storica dell’azienda Artel a San Vito di LeguzzanoIl presidente della Regione, Luca Zaia, e l’imprenditore Gianluigi Filippi di Schio
La sede storica dell’azienda Artel a San Vito di LeguzzanoIl presidente della Regione, Luca Zaia, e l’imprenditore Gianluigi Filippi di Schio

È il super laser che seleziona gli embrioni sani ed evita che quelli impiantati nelle pazienti abbiano alterazioni cromosomiche. Quasi 800 coppie sono in lista d’attesa al “Centro di procreazione assistita” dell’ospedale di Santorso per problemi di infertilità. Desiderano un figlio, ma devono aspettare il loro turno. La struttura diretta da Marcello Scollo, e di cui è responsabile la ginecologa Maria Luisa Peron, è diventata in quindici anni un punto di riferimento regionale e nazionale per la presa in carico di coppie con problematiche genetiche che hanno bisogno anche di una diagnosi preimpianto che fughi i timori di malformazioni.

Ma al “Centro di procreazione assistita” dell’ospedale Altovicentino per compiere un ulteriore salto di qualità, e raggiungere quell’eccellenza sanitaria auspicata anche dal prof. Carlo Foresta dell’Università di Padova con cui Santorso collabora, serviva il laser “Nuovo Saturn 5 Active”. Un macchinario importante nell’ambito della diagnosi genetica perché consente la cosiddetta ablazione, una sorta di biopsia che non altera lo sviluppo embrionale.

Ad acquistarlo per conto dell’ospedale, con un gesto di indubbia generosità sottolineata dalle autorità sanitarie dell’Ulss 7 e regionali, ci ha pensato l’imprenditore Gianluigi Filippi di Schio, alla guida di un gruppo di aziende il cui marchio più conosciuto è Artel. Si tratta di un investimento di 60 mila euro che il capitano d’industria di Magrè, che ha consolidato la sua leadership internazionale nel settore delle stufe, termostufe e caldaie a pellet, ha realizzato tenendo fede a una promessa fatta al presidente regionale Luca Zaia e al direttore generale Giorgio Roberti.

«Quando ci è giunta questa sollecitazione dai vertici dell’Ulss 7 - spiega Filippi - ci è sembrato opportuno ridare al territorio ciò che dallo stesso un’impresa ricava in termini di fattori di produzione. C’è chi parla, a questo proposito, di responsabilità sociale dell’impresa. Per quanto mi riguarda quando i responsabili dell’Ulss e del centro di procreazione assistita ci hanno fatto presente le loro necessità, tenuto conto di quante coppie vogliono avere figli e non ci riescono, e di quali problemi demografici ha il nostro Paese, abbiamo dato subito la nostra disponibilità finanziaria».

Il laser della “Research Instruments” consente di affinare sul piano scientifico la diagnosi genetica di preimpianto evitando sorprese per la coppia. «Siamo contenti - conclude Filippi - di consentire al nostro ospedale, con la donazione di questo strumento e il finanziamento dei corsi di aggiornamento necessari per il suo utilizzo, di essere il primo nel Veneto ad eseguire la diagnosi di prevenzione genetica embrionale».

Ivano Tolettini
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