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21.02.2019

Tunnel Spv, niente ricorso È gelo residenti-Comune

Il fumo che esce dalla galleria dopo le esplosioni. FOTOSERVIZIO ZILLIKENIl cantiere in località Vallugana che ha modificato la zona
Il fumo che esce dalla galleria dopo le esplosioni. FOTOSERVIZIO ZILLIKENIl cantiere in località Vallugana che ha modificato la zona

Le temperature si alzano ma resta il gelo tra Comune e Vallugana. È come se la Pedemontana avesse creato un confine che esclude l’area di località Covolo, per la “galleria di soccorso”. LO SCONTRO. La sensazione è che municipio e residenti remino nella stessa direzione ma a velocità talmente diverse da non essere compatibili. Mentre i residenti sono «esasperati dalle esplosioni che sembra di essere in guerra perché trema tutto, dalle polveri che escono dal tunnel e si depositano ovunque» e ripongono grandi speranze nel ricorso di cui si discuterà al Tar del Lazio (già respinta la richiesta di sospensiva) ad aprile, in giunta, con la sindaca Paola Lain e l’assessore Roberto Danieli, festeggiano «il doppio no alle esplosioni notturne in risposta a Sis e Ministero» ma puntualizzano che «non ci sarà alcun ricorso contro la variante del 2018». LA VARIANTE. Il nocciolo della questione è proprio questa variante che, in breve, consente al consorzio Sis di utilizzare la galleria di soccorso di località Covolo per sveltire i lavori di escavazione del traforo principale. Questa variante concessa dal Ministero serve a recuperare il tempo perso per la consegna dei lavori dell’intera strada: dopo la morte dell’operaio Sebastiano La Ganga nel versante di Malo e il profondo cedimento nella parte di Castelgomberto, un doppio sequestro della procura ha messo un freno enorme alla velocità del cantiere. Scavando invece dal lato Covolo, è possibile proseguire. Ma questo, per i residenti della Vallugana già «profondamente turbati» dal cantiere che ha modificato la morfologia della località, vuol dire «centinaia di camion, esplosioni e problemi ogni giorno dalle 6 alle 22, con una piccola frenata nella fascia notturna». IL RICORSO. «In Giunta, sentito anche un parere legale, abbiamo deciso di non fare ricorso - spiega Lain-. In primis per la temporaneità del cantiere che gioca a nostro sfavore; poi per la scarsa propensione del giudice amministrativo ad accogliere sospensive per infrastrutture ed opere di rilievo strategico nazionale e per un forte rischio di carattere economico: in caso di sconfitta il Comune potrebbe finire in bancarotta ed essere commissariato. Infine, perché esiste già un ricorso presentato da Covepa». E prosegue: «Pedemontana è un progetto ereditato, mentre per la variante 2018, essendo stata dichiarata “non sostanziale”, non è stato possibile entrare nel merito. Nonostante questo, abbiamo fatto sempre da tramite tra i cittadini, Regione e Sis, facendoci parte attiva per la risoluzione delle questioni. Quando le norme ce lo hanno permesso, siamo intervenuti direttamente, come nel caso del “no” che abbiamo deciso in questi giorni, andando contro una procedura già approvata dal Ministero dell’Ambiente che avrebbe permesso a Sis di procedere con le esplosioni 24 ore su 24, sette giorni su sette. Abbiamo chiesto che, una volta collegati i fronti di Malo e Vallugana, venga inibito il passaggio dalla galleria di servizio e si utilizzi esclusivamente la galleria principale per il transito dei mezzi pesanti». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Karl Zilliken
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