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28.10.2017

Trattore e finto militare
Tutti assolti dalla beffa

All’origine dell’inchiesta c’era un trattore che era stato rubato
All’origine dell’inchiesta c’era un trattore che era stato rubato

Tutti assolti dalla beffa del trattore. Dieci anni dopo i fatti, e dopo alcuni arresti, ieri pomeriggio il tribunale ha detto l’ultima parola su una articolata vicenda giudiziaria. Il collegio presieduto da Miazzi ha assolto per non aver commesso il fatto Manuela Tresso, 48 anni, di Schio (avv. Alessandro Zagonel) e Davide Busato, 47, di Valdagno (avv. Gianluca Alifuoco), e perchè il fatto non costituisce reato Alexander Soldà, 42, di Schio. «È finito un incubo», hanno detto. Prosciolti, ma per prescrizione, Simone Busato, 44, di Valdagno (avv. Elena Peron), e Marco Antonio Leso, 35, di Sarcedo. I giudici hanno derubricato il reato di tentata estorsione in truffa.

La complessa ricostruzione accusatoria vedeva in scena anche un finto carabiniere, Marco Leso, nel presunto ricatto imbastito con un trattore rubato ad Alberto Urbani. Stando all’iniziale accusa, il falso militare assieme al socio Soldà si era presentato nell’agosto 2007 all’incredulo Urbani, in un bar, per spiegargli che servivano 5 mila euro per incastrare Simone Busato, la mente del furto del suo trattore. Il pseudo militare spiegò a Urbani che dopo avere assicurato alla giustizia Busato, gli sarebbero stati restituiti i quattrini che servivano per metterlo con le spalle al muro. Al finto investigatore andò di lusso perché quando in un locale di Magrè di Schio la vittima del furto avrebbe consegnato il denaro a Soldà e Manuela Tresso, che all’epoca era la sua fidanzata, non era presente ed evitò le manette. Dopo il versamento di 2 mila euro gli erano venuti seri dubbi sulla ricostruzione del “carabiniere”, tanto da recarsi da carabinieri veri sporgere denuncia. E venendo, purtroppo per lui, confortato nell’idea di essere stato raggirato.

Se i soldi erano ovviamente spariti, un ruolo nella vicenda veniva assegnato anche a Davide Busato, fratello di Simone, che avrebbe atteso i complici in auto, pronto alla fuga, davanti al cimitero di Caltrano. I due fidanzati e il più giovane dei Busato furono arrestati dieci anni fa. «È una storia che ci ha rovinato la vita - raccontano Tresso e Soldà, che sono rimasti in buoni rapporti -, perché eravamo a nostra volta stati ingannati e non c’entravano nulla con ricatti e trattori rubati». In aula hanno dimostrato la loro innocenza. Per Busato jr e Leso il tempo ha cancellato il reato. D.N.

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