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16.07.2017

Tenta la truffa all’Inps
Ma il reato è prescritto

Un’aula del tribunale di Vicenza dove è stata letta la sentenza
Un’aula del tribunale di Vicenza dove è stata letta la sentenza

Avrebbe cercato di raggirare l’Inps, fra l’altro incassando i soldi per aver messo in cassa integrazione alcuni dipendenti quando in realtà erano al lavoro. La procura gli contestava la truffa, ma lui ha sempre ribattuto di aver agito in maniera corretta, senza violare la legge, e che gli inquirenti si erano basati su presupposti sbagliati. Ieri il giudice Toniolo lo ha prosciolto, perché è scattata la prescrizione.

Negli anni scorsi, quando era scoppiato, il caso aveva fatto discutere, perché da anni la cassa integrazione è uno strumento necessario per tantissime aziende in difficoltà e mancano tutti i fondi necessari. La procura nel 2014 aveva citato a giudizio Luigi Romagnolo, 51 anni, residente a Schio, già legale rappresentante della società “Gi & Gi service srl”, con sede legale a Piovene (e un distaccamento operativo a Thiene). L’imputato, difeso dall’avv. Antonio Marchesini, doveva rispondere di truffa ai danni dell’Inps oltre che di non aver versato i contributi previdenziali.

I fatti contestati risalgono al 2009-2010. La società di Romagnolo si occupava di trasporti eccezionali, con quei tir carichi di macchinari o cargo scortati dalle macchine con i lampeggianti che si vedono lungo anche le strade vicentine. Fra il dicembre 2008 e lo stesso mese dell’anno successivo aveva presentato mensilmente alla direzione dell’Inps la “domanda di intervento” della cassa integrazione guadagni ordinaria (Cigo), ottenendo così un rimborso di 26 mila euro. Ma si sarebbe trattato di una somma non dovuta poiché, in base agli accertamenti dei carabinieri e della polizia stradale, non corrisponderebbe agli effettivi periodi di sospensione dal lavoro dei dipendenti della ditta. Non solo. Romagnolo avrebbe attestato falsamente che i dipendenti avevano compiuto trasporti all’estero; ma per la procura quei viaggi erano avvenuti solo in Italia, e l’imputato aveva ottenuto in maniera indebita l’esenzione del pagamento di 38 mila euro all’Inps. Ancora, all’imputato era contestato il fatto di non aver versato i contributi assistenziali, per un ammontare di oltre 56 mila euro.

Romagnolo, difeso dall’avv. Cesare Dal Maso, contestava fieramente le accuse. Ma la prescrizione ha cancellato le ipotesi di reato. D.N.

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