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09.02.2018

Sindaco salva bullo incastrato

La scuola primaria di Cogollo del Cengio dove il ragazzino era penetrato.  FOTO DONOVAN CISCATO
La scuola primaria di Cogollo del Cengio dove il ragazzino era penetrato. FOTO DONOVAN CISCATO

Una richiesta d'aiuto ha squarciato la tranquillità di una serata qualunque in centro a Cogollo. Una serie di urla sono partite dalla scuola elementare di piazza della Libertà alle 18.30 circa di mercoledì sera. Le grida erano acute e continue, tanto che un capannello di persone si è immediatamente avvicinato in qualche caso abbandonando l'aperitivo serale per capire esattamente cosa stesse accadendo. Chi c'era a quell'ora nella scuola che, a prima vista, sembrava chiusa? E cosa ci faceva? Mentre in molti si facevano queste due domande, le urla non smettevano e dal vicinissimo municipio arrivava anche il primo cittadino Gildo Capovilla che si è rimboccato le maniche per capire come risolvere la situazione. Certo: prima di risolvere questo “caso” tra il misterioso e l'intricato, c'era da capire esattamente in cosa consistesse. Il mistero è stato rapidamente risolto: uno studente 13enne delle scuole medie, che abita in paese, mentre “razzolava” per le strade del centro cogollese assieme ad un coetaneo, aveva preso di mira il montacarichi che dal piazzale vicino alla scuola conduce al piano inferiore, nei locali della mensa. Approfittando di questo apparecchio che viene utilizzato dall'azienda che consegna i pasti per gli alunni, si era introdotto nello stabile della scuola. Una sorta di ascensore che è stato azionato dai ragazzini tramite gli appositi comandi. Una volta aperte le porte, però, uno dei due giovani ha voluto esagerare e ci è entrato, con l'intenzione di intraprendere il percorso verso la mensa. Un tragitto interrotto bruscamente: il ragazzo è rimasto incastrato. Secondo la ricostruzione di alcuni presenti che conoscono il tredicenne, il giovanissimo si sarebbe introdotto nell'istituto scolastico per cercare di rubacchiare qualcosa. Più che di ladro, però, si tratterebbe di un gesto di sfida da bulletto. Non c'era un obiettivo preciso nei pensieri del ragazzino, solo la volontà di dimostrare il suo coraggio all'amico che era con lui. Quando si è visto perso, però, il coraggio che tanto voleva sbandierare ha lasciato spazio alla paura: dal sangue freddo agli strilli che hanno allertato mezzo paese. Il sindaco Capovilla, mentre era già stata fatta una chiamata ai vigili del fuoco che stavano arrivando sul posto, ha tentato di prendere in mano la situazione: «Ho parlato con il ragazzo, gli ho detto di stare calmo. Ho chiamato immediatamente l'operaio del Comune che dispone delle chiavi della scuola perché mi aprisse per cercare di fare qualcosa – ha raccontato il sindaco – Poi il montacarichi è partito andando giù e ho detto al ragazzo di uscire utilizzando le porte anti-panico. Una volta uscito, ho parlato al telefono con i vigili del fuoco che, quando hanno capito che la situazione era stata risolta, hanno fatto retromarcia e sono rientrati». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Karl Zilliken
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