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04.01.2019

La gara fra i presepi rende più unito il paese

Il presepe dell’emigrante esposto in paese.  K.Z.Un’altra natività originale...in discesa esposta in contrà.  K.Z.
Il presepe dell’emigrante esposto in paese. K.Z.Un’altra natività originale...in discesa esposta in contrà. K.Z.

Una “Via dei presepi” che unisce tutto il paese. Non ci hanno messo molto, a Valdastico, per capire come cementare il rapporto tra tutti i (pochi) residenti coinvolgendo anche chi dal paese dell'alta valle è partito anni fa per cercare fortuna: la riposta è stata «il presepe». Una risposta che ha trasformato il piccolo centro e tutte le sue frazioni in piccole “perle” natalizie che non sono solo da vedere ma offrono anche più spunti di riflessione. Formalmente sono 44 i presepi che partecipano al concorso ideato dall'associazione valdasticense “La Naeja” del presidente Massimo Toldo e curata da Massimo Sberze ha mosso i primi passi in autunno, con il bando per la partecipazione pubblicato tra ottobre e novembre. E se le creazioni originali sono tutte contrassegnate da un numero che permetterà poi alla giuria di identificarlo quando sarà il momento di votare, l'impressione passeggiando soprattutto lungo via Regina Margherita è che tra i gli abitanti di Valdastico, il concorso sia stato una molla per produrre i presepi più disparati, da quello più classico ed in cui si vede distintamente la mano dei bambini a quelli in cui solo il tocco di un artigiano esperto avrebbe potuto dare quel particolare taglio. Il tutto, da esporre fuori da porte e finestre, nelle carriole, nei vecchi carretti di legno riadattati o nelle scale lignee che un tempo permettevano di entrare nel fienile, quasi come se fosse il proprio piccolo (o grande) contributo a regalare un'atmosfera magica alle stradine del centro. E le frecce che indicano i presepi più nascosti servono anche a scoprire degli angoli suggestivi che ad uno spettatore distratto potrebbero sfuggire. La volontà degli organizzatori era quella di trovare una strada per rivitalizzare, anche a Natale, un paese montano che rischia di perdersi: per farlo, sono stati anche “riciclati”, con una rivisitazione tematica gli addobbi che fino a qualche anno fa venivano utilizzati per “Il ritorno dal bosco”, una manifestazione molto sentita e partecipata ma ormai parte del passato. A poche decine di metri dal municipio e a due passi dal parco dell'Emigrante, c'è una vecchia valigia aperta, circondata da altri due bagagli: è il presepe dell'emigrante ed il tema centrale è il lavoro in un'area che non dimentica la sua storia. Per spiegare un presepe creato esclusivamente con materiale riciclato, con addirittura un “libro degli ingredienti” in cui per ogni personaggio è spiegato esattamente la procedura della creazione, c'è un cartello che spiega lo spirito con cui questo concorso è stato creato e con cui in molti hanno partecipato: «Siamo chiamati ad apprezzare l'ambiente che ci circonda attraverso due eventi che ci hanno coinvolti in questi mesi; il primo è l'apertura della ferrata (gli “Anelli delle Anguane”, ndr) che ci permette di contemplare la natura e la nostra valle da una posizione strategica e che ha permesso a molte persone di conoscere la nostra valle; l'altro evento è la distruzione dei boschi, una catastrofe quasi annunciata». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Karl Zilliken
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