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06.04.2014

Centro islamico
nel capannone

La sede del capannone di via Castrente in cui dovrebbe sorgere un centro di cultura islamica
La sede del capannone di via Castrente in cui dovrebbe sorgere un centro di cultura islamica

Un centro islamico al posto di un'impresa artigianale metalmeccanica. Ad Arsiero, il capannone sede della ditta Edes di via Castrente è stato acquistato ad un'asta giudiziaria dall'associazione islamica “Issalam La Pace” che intende stabilire lì la sua sede. La ditta sarà quindi costretta a sgomberare. Il caso viene segnalato dalla Lega Nord che ribadisce in volantini distribuiti in paese: «No alla moschea». «Siamo solo un'associazione culturale», replica Adil Ben Hachemi, segretario dell'associazione. La questione gira attorno a un immobile produttivo di circa 250 metri quadrati affittato alla Edes, poi finito in vendita.
L'asta giudiziaria è stata fissata per lo scorso febbraio, con un prezzo base di 123 mila euro. All'appuntamento si sono presentati come acquirenti solo i responsabili dell'associazione “Issalam La Pace”, che dal 2003 ha già una sede in in paese nell'ex bar di via Scalini e conta una trentina di iscritti, per metà italiani (avendo già ottenuto la cittadinanza).
«La transazione è avvenuta in modo regolare e ora l'associazione attende il decreto di trasferimento con cui diventerà a tutti gli effetti proprietaria dell'immobile, in cui i membri hanno intenzione di realizzare la loro nuova sede» conferma l'avvocato Francesco Busin di Zanè che tutela gli interessi dell'associazione.
«Il Comune non ha avuto alcuna ragione per intervenire in un'operazione come questa - spiega il sindaco di Arsiero Tiziano Busato - Non sono comunque ancora pervenute richieste da parte dell'associazione “Issalam La Pace” per un cambio di destinazione d'uso o per una moschea».
Il primo cittadino uscente, che alle scorse amministrative era stato sostenuto anche dalla Lega, spiega che qualora queste richieste arrivassero sarà valutata la presenza o meno delle condizioni necessarie, come i servizi ed i parcheggi. «Questo, però - conclude Busato - con ogni probabilità sarà responsabilità della futura amministrazione».
«Abbiamo giudicato conveniente acquistare quel capannone, pur con un investimento notevole, perchè la nostra attuale sede di 20 metri quadrati non ci consente di svolgere adeguatamente le nostre attività - spiega Ben Hachemi - I soldi necessari li abbiamo raccolti dalle donazioni dei nostri stessi membri».
Il segretario di “Issalam La Pace” dichiara che il gruppo organizza attività di insegnamento della lingua e delle tradizioni arabe per i figli degli immigrati, molti dei quali sono nati in Italia, ma anche corsi di italiano per gli stranieri, tornei di calcio e altre attività. «Quando ci ritroviamo, nei momenti prescritti dalla religione islamica, preghiamo insieme - continua - Però nessuno è obbligato e accettiamo anche non musulmani».
La questione è se avverrà il cambio di destinazione d'uso allo stabile che da officina metalmeccanica dovrrebbe trasformarsi in un centro culturale.
Ma su questo punto l'associazione dichiara di aver già consultato dei professionisti i quali avrebbero «assicurato che dal punto di vista tecnico non ci sono problemi», conclude Ben Hachemi che aggiunge: «Gli italiani emigrati nel mondo hanno le loro associazioni per mantenere vive le loro tradizioni e trasmetterle ai figli. Noi vogliamo solo fare la stessa cosa qui, in modo trasparente e legale».
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