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07.12.2018

Bufera sui social Il sindaco spegne l’albero di Natale

L’albero di Natale in piazza Rossi, al centro della polemica.   CISCATO
L’albero di Natale in piazza Rossi, al centro della polemica. CISCATO

Anche Arsiero ha il suo “Spelacchio” ma, al contrario della collega romana Virginia Raggi, il sindaco Tiziana Occhino, stanca delle polemiche, stacca la spina, e addio alle luci natalizie. Tutto parte, come sovente capita, dai social, dove una residente si lamenta degli addobbi approntati sui grandi alberi che dominano piazza Rossi, proprio davanti al municipio, simboli di tante festività della vallata. E la sua protesta fa proseliti. «Era la gioia e l’orgoglio del paese. Vorrei l’albero di una volta. Chi passa che idea si fa di noi arsieresi se non sa che problemi abbiamo? Facciamo una colletta se il Comune non ha i soldi, altrimenti spegnetelo». Detto fatto. Ma va fatta una premessa. Lo scorso fine ottobre il territorio comunale, che consta anche di varie aree montane, ha sofferto particolarmente l’ondata di maltempo, che ha colpito pure gli alberi in piazza. La giunta si è trovata così, con le casse comunali vuote, a far fronte a nuove emergenze tanto che, per solidarietà, alcuni comuni hanno deciso di acquistare alberi abbattuti dei boschi arsieresi per le loro decorazioni natalizie nei centri storici. Danneggiate anche le luci che illuminavano gli imponenti alberi della piazza e che facevano parte delle decorazioni realizzate solo lo scorso anno dalla Pro loco. Il sindaco Occhino ha fatto di necessità virtù e ha deciso di ridurre gli addobbi in piazza, compresa l’illuminazione, aiutata dalla Pro loco che ha tentato di rimediare ai danni. Apriti cielo! Per qualche residente è stato un affronto. E sui social sono divampate le polemiche, qualcuno ha parlato di “orgoglio ferito” per la comunità, tanto che nel giro di due giorni è arrivata la decisione: «Spengo l’albero». Ed ecco il suo commento a caldo: «Dispiace che lo stesso orgoglio non sia stato ferito quando sono state rese inaccessibili due malghe del nostro territorio, quando è stata chiusa un’intera strada al transito, quando un patrimonio boschivo ingente è stato abbattuto dallo stesso vento che ha fulminato parte delle luminarie dello scorso anno. Dispiace anche che non si siano lì lanciate raccolte fondi, ma alla fine vince sempre chi spettacolarizza e non perde occasione per punzecchiare un’amministrazione comunale che prova a fare del suo meglio e quest’anno ha deciso di non spendere migliaia di euro per le luminarie dirottando su opere ed azioni più urgenti le scarse risorse a disposizione per recuperare i danni dal maltempo che rischiano di minare il lavoro di anni per il recupero del patrimonio boschivo e i pascoli». Occhino non le manda a dire ai suoi concittadini in vena di polemiche: «È facile protestare sui social, anche da parte di chi in piazza saluta e commenta positivamente le iniziative e poi a casa davanti al pc cambia faccia e opinione». Messaggio che ha sicuramente i suoi destinatari. Morale della favola: luci spente e piazza triste. Ma a Natale mancano ancora due settimane abbondanti e un miracolo può sempre accadere. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Sartori
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