giovedì, 17 gennaio 2019
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16.06.2012

Cazzola,
la crisi
rallenta
il recupero

La Roggia Maestra che passa sotto l'ex Lanificio Cazzola. FOTO CISCATO
La Roggia Maestra che passa sotto l'ex Lanificio Cazzola. FOTO CISCATO

Vecchi muri di mattoni e pietre che raccontano una storia di fatica e nobiltà tessile, la cui memoria però resta viva attraverso il recupero e la riconversione di quegli stessi edifici che hanno visto nascere la grande impresa locale. Sono numerosi in città i siti legati all'archeologia industriale, alcuni già riqualificati in pieno, come ad esempio il Lanificio Conte divenuto centro per l'innovazione tecnologica d'impresa, altri all'opposto in stato di semi-abbandono come l'area ex-Lanerossi e Fabbrica Alta, altri invece in fase di recupero come il Teatro Civico, l'ex Asilo Rossi o il complesso dell'ex lanificio Cazzola, opificio sorto nel 1860 per opera di Pietro Cazzola, dove soggiornò anche lo scrittore Ernest Hemingway durante la grande guerra insieme al reparto della Croce Rossa americana . Recuperi che, una volta ultimati, dovrebbero donare alla città un importante valore aggiunto dal punto di vista storico-culturale. Un processo che però appare rallentato da una serie di ostacoli congiunturali, come ad esempio lo stand-by totale relativo alla grande area ex-Lanerossi di proprietà di Aree urbane Srl (Milano), società partecipata del gruppo Pirelli, o all'incendio che ha devastato l'ex Asilo Rossi nel 2009 ritardandone il restauro, o ancora il difficile momento di crisi immobiliare che ha comportato un rallentamento nelle vendite degli immobili di pregio frutto della sistemazione dell'ex Lanificio Cazzola. Nello specifico, l'altra sera il Consiglio comunale scledense ha approvato la proroga per altri cinque anni della convenzione in essere tra Comune e l'azienda esecutrice Zermiglian Spa nell'ambito del relativo Piano urbanistico attuativo di iniziativa privata. Il documento, stipulato in prima battuta ancora nel 2004, stabilisce la realizzazione delle opere di urbanizzazione e la cessione delle aree a standard, oltre che alla sistemazione e asservimento o cessione al Comune di alcuni locali o manufatti d'interesse collettivo. «Si tratta di un intervento di grande portata - spiega l'arch. Emilio Mengato - Abbiamo scelto di recuperare per primi i fabbricati dove la traccia storica è più forte e, per conservare il più possibile i dettagli e adeguare le strutture, abbiamo chiesto di prorogare i lavori che si sono rivelati più lunghi e consistenti delle previsioni iniziali. Molto però è stato eseguito. Oggi il mercato immobiliare è in un momento difficile, ma ha comunque recepito l'importanza dell'intervento. I risultati sono lenti, ma in progressivo e soddisfacente aumento». Ad oggi sono già stati recuperati la palazzina degli uffici su via Riboli, la centrale termica con relativa ciminiera, il percorso lungo la Roggia Maestra, l'edificio adibito a museo e altri spazi di relazione come il cortile e una piazzetta interna. «Tutti i grandi piani urbanistici - sottolinea il vicesindaco Giorgio Pizzolato - pagano purtroppo caro il periodo di crisi mondiale del mercato immobiliare. Il progetto dell'ex Lanificio Cazzola ha avuto un primo stralcio realizzato con interventi di qualità sia per gli spazi privati che per quelli pubblici. La pausa attuale consente di riprogettare con tecnologie nuove e obiettivi moderni quelli che restano da completare. L'ex Lanerossi è, e rimane, una risorsa importante per la città da rimettere in gioco in tempi migliori. Il riuso degli edifici storici sta comunque procedendo con l'ex Conte, il Civico, l'Asilo Rossi, la scuola di Pomologia, la casa del custode di Villa Rossi: importanti edifici che saranno riconsegnati con moderne funzioni, adatte ad una città che guarda al futuro». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvia Dal Ceredo
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