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04.09.2018

“Un prete e i suoi giovani” Il cappellano in un libro

Mons. Alfonso Zecchin
Mons. Alfonso Zecchin

Un sacerdote su tutti ha segnato le generazioni di giovani uscite dalla guerra, e il suo nome è don Alfonso, che nella parrocchia di Malo arrivò proprio a Liberazione appena avvenuta, nel giugno 1945. E i rimase per undici anni, prima di trasferirsi a Maglio di Sopra, dove fu parroco e dove morì nel 2000, alla soglia degli 80 anni. “Don Alfonso Zecchin, un prete e i suoi giovani“, è una somma di racconti, aneddoti, poesie dedicate al cappellano che ha lasciato il segno su molti ragazzi e che è stato voluto da tre comunità: quella di Prova di S.Bonifacio, dove nacque, quelle di Malo e Maglio dove diffuse il vangelo. Domani sera alle 20,30, nell’auditorium San Gaetano, alla presenza dei sindaci Paola Lain e Giancarlo Acerbi, mons. Roberto Tommasi, suor Maria Rosa Novello e Ruggero Dal Pezzo, coordinati da Luciano Righi, parleranno del loro amico “don”, in una serata allietata dal coro Kalianthos. Nel libro, voluto dalla Pro Malo, si susseguono gli interventi, come quelli degli ex sindaci maladensi Giuseppe Dal Maso e Antonio Antoniazzi e di tanti suoi giovani, quelli che portò per la prima volta in campeggio a Baselga di Pinè, quello che ancora oggi è “Campo Majo”, una comunità festosa sulla montagna che domina i due laghi. La prima volta ci andò con i ragazzi maladensi, poi ci tornò con quelli di Maglio, portandosi dietro ancora i maladensi, i loro figli e persino nipoti. Carattere frizzantino, una specie di don Camillo “della Alta”, a lungo direttore del Centro di formazione professionale del Maglio, non ha mai dimenticato Malo, il santuario di Santa Libera, anche se nel suo cuore aveva un posto speciale quello di Panisacco, dove oggi riposa. Fra i promotori della serata c’è “Campo Malo”, che deve molto a don Alfonso, compreso un suo intervento decisivo a fine anni ’70 per dirimere una questione logistica. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

M.SAR.
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