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12.07.2018

Tesi sulla satira
Giovane premiato
insieme a Benigni

Andrea Romagna, primo a sinistra, sul palco con Benigni
Andrea Romagna, primo a sinistra, sul palco con Benigni

MALO. Sul palco con il premio Oscar Roberto Benigni per un premio legato alle tesi di laurea sul tema della satira. A vincerlo un giovane maladense Andrea Romagna, 28 anni, laureatosi in Giurisprudenza a Trento, lo scorso anno, con una tesi di ricerca intitolata "Ludendo laedere: licenze e limiti del diritto di satira alla luce della libera manifestazione del pensiero", in cui, partendo dall'analisi dell'art. 21 della Costituzione, riguardante la libertà d'espressione, è giunto ad esaminare una delle sue forme più graffianti: la satira.

 

Così, nei giorni scorsi, Andrea Romagna si è recato a Forte dei Marmi, dove si svolge il Festival della Satira politica, giunto alla quarantaseiesima edizione, ed ha scoperto gli altri vincitori sul palco:  Eccoli: l'artista d strada Tvboy autore del murales con il bacio fra Matteo Salvini e Luigi Di Maio, il vignettista Vincino, Natalino Balasso per i monologhi, Astutillo Smeriglia per l'animazione e infine il Roberto Benigni nazionale, con un premio alla carriera che ha dedicato «a chi non c'è più, ovvero al Pd...», cantando poi "l'inno al corpo sciolto".

 

«Sono riuscito appena a dargli la mano - ammette Romagna - Poi è stato assediato dai giornalisti. Invece con Balasso ci sono andato a cena e da Vincino ho avuto consigli autorevoli per la mia carriera. Non da avvocato ma da vignettista, perché è quello che mi piace fare, anche se ovviamente mi tengo una porta aperta nella via legale».

 

Ma qual è il tema della corposa tesi, oltre 200 pagine, che ora potrebbe essere pubblicata sull'onda del premio ricevuto? «Ho trattato alcune vicende giurisprudenzialmente e mediaticamente eclatanti, nazionali e internazionali, come per esempio il "caso Charlie Hebdo", per giungere alla conclusione che, qualora entrino in conflitto la libertà d'espressione e il diritto a non veder lesa la propria dignità, il giudice ha il compito di bilanciare gli interessi affinché limiti come la continenza e la pertinenza del messaggio satirico non vengano superati, trasformandolo in attacco diffamatorio». 

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