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04.11.2017

«Rapita e violentata nel boschetto»

Il parco di Priabona dove la donna sostiene di essere stata violentata. ZILLIKEN
Il parco di Priabona dove la donna sostiene di essere stata violentata. ZILLIKEN

«Sono stata violentata da un uomo di colore», scattano le indagini. La denuncia è stata sporta da una donna cornedese di 40 anni nei giorni scorsi nella caserma dei carabinieri di Malo. L'episodio, invece, sarebbe avvenuto nella serata della scorsa domenica nella frazione montemaladense di Priabona. La denuncia è pesantissima, ma la ricostruzione è piena di ombre. Per questo, i militari dell'Arma stanno portando a termine tutti gli accertamenti del caso con la massima discrezione. Nonostante tutte le cautele affinché quanto sarebbe accaduto poco prima delle 22 rimanesse riservato, nella frazione collinare di Monte di Malo non si parla d'altro.

LA RICOSTRUZIONE. Secondo quanto raccolto da alcune testimonianze, le donna sarebbe stata allontanata da casa dal compagno e, per questo, si sarebbe messa a fare l'autostop da Cornedo per raggiungere Priabona. Raccolta da una coppia di cornedesi di mezza età, i tre sono arrivati al “Deby's Pub” di Priabona dove i coniugi, molto colpiti dai racconti della donna che avrebbe lamentato una situazione di disagio e violenza domestica, l'hanno ristorata acquistandole del cibo e qualcosa da bere. Secondo chi ha visto la donna, questa potrebbe essere stata alterata dall'assunzione di alcolici e sostanze stupefacenti. Alla richiesta di essere riaccompagnata alla sua abitazione, soprattutto visti i racconti di violenza che poco prima erano stati snocciolati, la coppia si è rifiutata proponendo una soluzione alternativa. Al diniego, la quarantenne si sarebbe ammutolita e sarebbe quindi uscita dal locale. Ed è proprio in questo frangente che, secondo quanto è stato denunciato, la cornedese avrebbe incontrato un uomo di colore che l'avrebbe approcciata. Qui la ricostruzione diventa ulteriormente nebulosa: l'uomo avrebbe trascinato la 40enne all'interno del parco giochi a qualche decina di metri di distanza (che però, secondo gli orari apposti all'esterno avrebbe dovuto essere chiuso) e, arrivato ad uno dei tavoli da pic-nic dell'area verde attrezzata l'avrebbe stesa per abusare di lei. Nessuno avrebbe visto o sentito alcunché. Dopo qualche minuto, alle 22.15 circa, secondo quanto raccolto da una serie di residenti della frazione, la donna ha bussato ad un'abitazione poco distante, cercando aiuto. Da quanto appurato, pur essendo in evidente stato di choc ed altrettanto evidentemente alterata dall'alcol, non avrebbe avuto segni evidenti di colluttazione. Alla richiesta della famiglia che l'ha accolta di allertare le autorità, la donna avrebbe rifiutato, preferendo contattare un amico che l'avrebbe poi ricondotta a casa. I carabinieri sono stati allertati poco dopo.

LE INDAGINI. Massima riservatezza da parte degli investigatori, che stanno portando avanti le indagini con la massima discrezione. Il racconto della donna sarebbe frammentario e poco lucido. Sono stati attivati tutti i protocolli di rito, che comprendono indagini di carattere medico e ci vorranno almeno due settimane per avere riscontri anche clinici, che saranno di fondamentale importanza per arrivare ad accertare come siano andate le cose ed individuare il colpevole. I carabinieri hanno già in calendario un nuovo interrogatorio in cui la donna potrà ricostruire con più serenità quanto accaduto per agevolare il lavoro dei militari.

Karl Zilliken
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