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11.05.2017

Lezione sul sesso
ai piccoli alunni
Genitori infuriati

L’ingresso della scuola elementare “Rigotti” durante una mattinata di lezioni. ARCHIVIO
L’ingresso della scuola elementare “Rigotti” durante una mattinata di lezioni. ARCHIVIO

MALO. «Mamma, cos’è il sesso orale?». La domanda, a bruciapelo, posta alla mamma da un bimbo di nove anni, a qualcuna può far andare di trasverso il boccone. Eppure è successo e alcuni genitori di una classe quarta delle elementari “Rigotti” hanno chiesto spiegazioni alla dirigenza scolastica, dopo aver sollevato la questione sui gruppi social. Perché tutto nasce fra i banchi delle “Rigotti”, dove di educazione sessuale parla una psicologa esterna, Sabrina Lorenzi, agli alunni più grandicelli, quelli delle classi quarte e quinte. Stiamo parlando di bambini fra i nove e gli undici anni che la scuola prepara anche negli argomenti ritenuti più scabrosi, ma che prima o poi dovranno affrontare. E sarebbero stati proprio i piccoli ad entrare in argomento.

 

La professionista racconta di come viene concepito un bambino, di inseminazione, spermatozoi, argomenti magari già toccati in famiglia dai piccoli. Poi la lezione vira, su richiesta degli alunni, anche su pratiche sessuali diverse. E qui, una volta appreso il contenuto dell’esposizione, più di qualche genitore si scandalizza. Perché l’alunno a casa racconta ai suoi che cos’ha appreso a scuola e pone quesiti che per taluni possono risultare scabrosi. È a questo punto che i genitori si dividono: «Non pensavo si arrivasse a tanto e certe cose si insegnano per gradi - dice un papà. - Quando ci siamo sentiti rivolgere certe domande siamo rimasti basiti».

Altri non la pensano così: «Il sesso è un argomento che i nostri figli devono conoscere, rispettando i passaggi opportuni. Non dobbiamo nasconderci che certi argomenti viaggiano rapidamente rispetto ai nostri tempi e che è meglio saperli».

I dettagli relativi alle diverse pratiche sessuali non sarebbero emersi durante la spiegazione dell’insegnante, ma come conseguenza di domande dirette da parte dei bambini, che avrebbero abbandonato la classica innocenza che li contraddistingue.

 

L'educazione “socio-affettiva-sessuale” è effettivamente inserita nel programma scolastico dell’istituto “Ciscato” di cui fanno parte le elementari “Rigotti”.

Si tratta di uno dei percorsi complementari, tra i quali sono previsti anche un corso di educazione stradale ed uno di esplorazione ambientale. L’importanza attribuita alla formazione affettiva degli allievi è tale che viene anche inserita nel depliànt che “sponsorizza” le iscrizioni alle prime classi delle diverse scuole elementari del comprensivo.

Due circolari pubblicate dal dirigente scolastico Bruno Sandri all’inizio dello scorso marzo invitavano sia gli insegnanti della “Rigotti”, sia i genitori del plesso maladense e di quello di Monte di Malo a due incontri di presentazione del progetto “Sto crescendo” che coinvolge proprio i bambini che frequentano le classi quarte e quinte. Oltre alla maladense “Rigotti”, infatti, fanno parte del “Ciscato” anche le primarie “Palladio” di San Tomio, “Zanella” di Molina, “De Amicis” di Malo e “Giovanni XXIII” di Monte di Malo.

Però dalla scuola fanno sapere che dalla metà dello scorso marzo tutti erano a conoscenza del percorso formativo che sarebbe stato proposto, anche se alcuni non si sarebbero aspettati certi dettagli. O forse, quelli che hanno sollevato il problema non sono stati presenti agli incontri introduttivi.

Mauro Sartori Karl Zilliken
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