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09.09.2018

La sfida dell’estetista «Io, Rambo a 54 anni»

Bertilla Dal Balcon nella settimana di sopravvivenza nel boscoL’estetista maladense alla maratona di Torino, corsa per allenarsi
Bertilla Dal Balcon nella settimana di sopravvivenza nel boscoL’estetista maladense alla maratona di Torino, corsa per allenarsi

Una settimana in mezzo al bosco, senza orologio, cellulare, con il minimo di cibo e riposo sotto le stelle (o sotto la pioggia). La maratona di New York da correre entro tempi prestabiliti, esami scritti e orali da superare entro un tempo definito. E un libro conclusivo che racconta la sua esperienza. Bertilla Dal Balcon, titolare di un avviato centro di estetica in Malo, a 54 anni si scopre Rambo e conclude i due anni di Micab (Master internazionale in coach ad alte prestazioni) superando prove che non avrebbe mai pensato di dover affrontare da ventenne. «Mai corso in vita mia e mi dicono che devo concludere la maratona di New York entro cinque ore e trenta minuti - afferma Bertilla. - Ho avuto otto mesi per prepararla. Sveglia alle 5.30 e via a correre ogni mattina. Ho iniziato con qualche minuto di camminata alternata alla corsa, perché dovevo educare il mio corpo a correre. Per testare la condizione e non correre rischi, un mese prima mi sono iscritta alla maratona di Torino, conclusa esattamente in cinque ore e trenta. A New York ho abbassato il tempo di un quarto d’ora. Indescrivibile la gioia pura che ho provato». Due maratone in un mese quando i professionisti, kenioti ed etiopi compresi, ne fanno due, massimo tre in un anno. Niente male per Bertilla che però il peggio lo ha vissuto a Cozzile, provincia di Pistoia. «Sono stata sette giorni e sette notti dentro ad un bosco, e non con la tenda, dormivo per terra nel sacco a pelo, e sopra la testa in qualche modo, perché non ti aiuta nessuno , avevo tirato un telo a modo mio, cioè male. La notte avevo una paura folle, , al buio, si sentivano i versi dei vari animali fra cui i cinghiali. Dormivo con il passamontagna in testa, per proteggermi. Senza orologio nè telefono, avevo sempre la pila a portata di mano. Ricordo che ho portato da casa più batterie che cibo, per la paura di trovarmi senza luce in caso di necessità. Il risveglio, se dormivo, era alle prime luci dell'alba». Colazione a base di acqua del ruscello ed erbe raccolte nel bosco. Per pranzo e cena scatolette di 100 grammi di tonno o piselli. «Ho messo alla prova fisico e testa. E ci sono riuscita». Ha passato due anni a studiare il Pnl (programmazione neuro linguistica), a portar avanti l’attività di estetica, superare esami e ora tira lesomme: «Il Micap è una scuola di vita. Ho imparato a tirar fuori tutte le mie risorse per raggiungere un obiettivo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Sartori
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