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01.09.2018

«Ho la fidanzata rom» Il padre lo caccia di casa

Cacciato di casa dai suoi genitori che non ne vogliono sapere della sua morosa nomade, vive con lei e la bimba di pochi mesi in un autocarro adibito ad alloggio di fortuna ma in un’area soggetta ad ordinanza comunale di divieto di campeggio. E quindi viene fatto sgomberare. I CONTROLLI. La segnalazione viene fatta al sindaco di San Vito da alcuni residenti. In via Saletti, zona impianti sportivi, c’è un cane ringhioso, probabilmente un pit bull, che fa da guardia ad un autocarro e terrorizza chi transita. È zona di passaggio anche per pedoni e il primo cittadino fa intervenire la polizia locale. Quando gli agenti entrano nel veicolo, poco dopo le 8 del mattino, intuiscono subito una condizione di grave disagio; vi trovano di fatto una famiglia coricata su un materasso. Due adulti e una bimba di pochi mesi, in uno spazio ricavato nel cassone. L’uomo risulta risiedere in un altro Comune dell’Alto vicentino ma agli agenti dichiara: «I miei mi hanno cacciato di casa perché non vogliono saperne della mia relazione». La donna con lui è una rom e la piccola, a quanto pare, non è mai stata registrata all’anagrafe e quindi mai riconosciuta. Una situazione incredibile quanto ingarbugliata. Però c’è un’ordinanza da far rispettare e i tre vengono fatti sgomberare. LE INDAGINI. La polizia locale tenta di capire cosa ci sia dietro questa scelta dei due di vivere nell’autocarro, di fatto in strada. E scopre che l’uomo, prossimo ai 40 anni, è un disabile che dovrebbe essere seguito da un tutore e che il tutore stesso sarebbe suo padre, ovvero chi lo ha allontanato da casa. Passaggi questi in fase di accertamento ma che, una volta verificati, complicherebbero ulteriormente la situazione, visto che la famiglia dell’uomo godrebbe di una casa popolare assegnata loro proprio per la presenza nel nucleo familiare di un disabile. Che ora però non c’è più perchè cacciato. IL SINDACO. Il sindaco Umberto Poscoliero spiega le ragioni del suo intervento: «Il pit bull ringhiava ai passanti e lì c’è il divieto di bivacco, fatto applicare in numerose occasioni. Ho dovuto chiedere lo sgombero, da sempre c’è attenzione alta a S. Vito sull’arrivo di carovane e fenomeni di nomadismo. Come siamo particolarmente sensibili alle tematiche ambientali, come gli abbandoni di rifiuti e i vandalismi, tanto dall’aver potenziato la videosorveglianza. Peraltro rimango basito dal comportamento del tutore dell’uomo, che anzichè accudire il figlio, chiaramente una persona in difficoltà, lo spedisce in strada». Al vaglio delle autorità giudiziarie, dopo la segnalazione partita dal comando di Schio della polizia locale, c’è ora sia la posizione dell’uomo e la veridicità del suo racconto, come quella del genitore - tutore, per finire alla situazione della piccola, incolpevole protagonista di una condizione di estremo disagio che sta mettendo in imbarazzo un po’ tutti quelli che vi sono venuti a contatto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Sartori
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