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03.09.2018

Le penne nere sul Pasubio «Non si perda la memoria»

Le penne nere schierate durante la cerimonia all’Ossario. DAL CEREDOLe autorità intervenute durante i discorsi ufficiali. DAL CEREDO
Le penne nere schierate durante la cerimonia all’Ossario. DAL CEREDOLe autorità intervenute durante i discorsi ufficiali. DAL CEREDO

Pioggia, nebbia e temperature intorno ai 10°C non hanno fermato le centinaia di alpini e fanti che ieri mattina si sono radunati all’ossario del Pasubio per la tappa finale dell'ormai tradizionale pellegrinaggio organizzato dalla sezione Ana Alpini Vicenza sui luoghi della grande guerra, stavolta arricchito dalla collaborazione dell'associazione nazionale Fanti Vicenza. Schiere di ombrelli e piumini riesumati dagli armadi invernali hanno affollato il piazzale davanti al sacello, uniti per commemorare i caduti, celebrando contestualmente il centenario bellico. A Colle Bellavista, oltre ai rappresentanti amministrativi di una ventina di Comuni del territorio vicentino, sono saliti gruppi e sezioni di penne nere anche da fuori regione, autorità militari e politiche, simpatizzanti ed escursionisti domenicali. Non è mancata la deposizione di due corone d'alloro dedicate ai caduti, sistemate all'interno dell'ossario vicino alla lanterna della pace. Un momento suggestivo arricchito dagli interventi musicali della fanfara storica Alpini Vicenza, a cui poi è seguita l'orazione ufficiale. «Nonostante il maltempo -ha sottolineato Luciano Cherobin, presidente Ana Vicenza- vogliamo rendere omaggio ancora una volta quei ragazzi che certo sopportano ben più di quattro gocce d'acqua e dettero la vita per la comunità. La loro dignità deve essere sempre ricordata, non solo attraverso cerimonie di questo tipo ma anche nella quotidianità”. Anche il collega Manuele Bozzetto, presidente Fanti Vicenza ha elogiato “le vittime del conflitto e il sacrificio compiuto. Sono da ricordare anche in prospettiva futura, guardando alle nuove generazioni e al senso civico. Ed è un onore oggi condividere questo con gli amici Alpini». Ad alternarsi poi al microfono le numerose autorità presenti, tra cui il sindaco di Valli del Pasubio Armando Cunegato, il presidente del consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti, il generale di corpo d’armata Domenico Innecco (presidente Fondazione 3 Novembre), il colonnello Giovanni Santo (comandante del reggimento addestrativo alpino di Aosta) e i rappresentanti nazionali di Alpini e Fanti, rispettivamente Silvano Spillare e Gianni Stucchi. La cerimonia si è conclusa con una messa officiata da don Fabio Sottoriva, animata dal coro Ana Thiene, e a seguire l'immancabile “rancio alpino”. Il pellegrinaggio ha interessato sabato anche la chiesetta di Santa Maria sulla cima del Pasubio, dove si sono tenute commemorazioni sui denti austriaco e italiano, e dove ha fatto tappa la lanterna della pace, scortata fin da venerdì da un gruppo di 30 alpini partiti da Monte Berico, che l'hanno trasportata imperterriti con una colonna di Giardinette sotto gli acquazzoni che si sono susseguiti senza sosta. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvia Dal Ceredo
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