CHIUDI
CHIUDI

07.03.2019

La fuga da scuola dei 200 Chiedono subito lavoro

Il viale di accesso alla cittadella degli studi.  FOTO DONOVAN CISCATO
Il viale di accesso alla cittadella degli studi. FOTO DONOVAN CISCATO

Un percorso di studi interrotto anzitempo, in attesa di un lavoro che ancora non c’è. Se le motivazioni che portano gli adolescenti ad abbandonare, anche solo momentaneamente la scuola sono diverse e molto spesso personali, il fenomeno ha iniziato a diffondersi anche nel nostro territorio. Nel 2018, infatti, sono stati 195 i ragazzi di età compresa fra i 15 ed i 19 anni che si sono rivolti al Centro per l'impiego di Schio per cercare un lavoro dopo aver lasciato gli studi. Di questi 85 sono femmine e 110 maschi. Ma come viene assistito un giovane che sceglie di abbandonare la scuola? ISTITUTI SUPERIORI. «Quando un giovane comunica la decisione di lasciare la scuola, insieme ai docenti cerchiamo di approfondire le sue motivazioni - spiega la preside dell’Ipsia Garbin e del liceo Corradini di Thiene, Marina Maino -. Molto spesso sono personali o dovute ad insicurezze legate alla scelta degli indirizzi di studio o al mancato inserimento in una rete di amicizie. È quindi nostro compito di educatori avviare percorsi personalizzati che favoriscano l’accoglienza dei giovani nell'ambiente scolastico soprattutto durante il primo anno di scuola superiore». La preside prosegue: «All’Ipsia Garbin abbiamo una convenzione con una psicopedagogista che aiuta anche i ragazzi che hanno dubbi sul proseguo del percorso scolastico. Inoltre il pregio del nostro territorio e degli istituti superiori di Schio è che da anni si lavora in rete, anche con i comitati genitori, proprio per dare supporto a situazioni di fragilità e marginalità che possono coinvolgere i ragazzi. Grande attenzione, inoltre, è riservata all'orientamento scolastico e all'opportunità di conoscere il mondo del lavoro attraverso stage di alternanza scuola-lavoro». CENTRO PER L'IMPIEGO. I giovani che abbandonano la scuola e iniziano a cercare lavoro si rivolgono anche al Centro per l'impiego di Schio. «Come Cpi in Veneto offriamo colloqui di orientamento al ragazzo e alla sua famiglia con informazioni sulle scuole superiori o i centri di formazione professionale, sul mercato del lavoro, sull'apprendistato - spiega Lisa Rigadello di Veneto Lavoro, Centro per l'impiego di Schio -. Il decreto regionale 1816 del 2017, infatti, prevede che i minorenni non facciano tirocini: l’obiettivo dell’ordinamento italiano è quello di far conseguire a tutti un titolo di studio di scuola secondaria superiore o una qualifica professionale di durata almeno biennale o triennale entro il diciottesimo anno di età. Tuttavia vi sono casi particolari in cui i tirocini di inserimento lavorativo sono riconosciuti da una pubblica amministrazione per giovani, con almeno 16 anni, che vivono in condizione di svantaggio e per i quali si ritiene che lo svolgimento di un periodo di lavoro possa essere utile per contrastare o evitare problemi di devianza. Il Centro per l'impiego è coinvolto anche nei progetti specifici che la Regione attiva con gli enti formativi accreditati». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sara Panizzon
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1