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22.03.2018

L’asilo nido chiuso diventa uno spazio per bimbi e famiglie

L’edificio in via Baratto che ospitata il nido “Bambi”.  STUDIO STELLA
L’edificio in via Baratto che ospitata il nido “Bambi”. STUDIO STELLA

L'ex asilo nido Bambi rinasce a nuova vita, ma non sarà più una scuola quanto piuttosto uno spazio ludico ed educativo a disposizione dei bambini ma anche delle loro famiglie. La giunta infatti ha stabilito di concedere in comodato gratuito, per un periodo iniziale di tre anni (2018/2020) i locali al piano terra della struttura in centro in via Baratto per svolgervi nuove attività ludiche, ricreative e formative dedicate alla fascia 0/6 anni, progettate ed organizzate da associazioni, enti e organismi operanti nel territorio comunale ed iscritte regolarmente all’albo. Da un anno l'ex asilo ha chiuso definitivamente i battenti, dopo che l'amministrazione aveva deciso di unificare le due strutture comunali esistenti in città, accorpandole nell'asilo Peter Pan di Magrè, previo inevitabile ampliamento e ammodernamento. Le aule vuote e l’area esterna dell’edificio in centro ora torneranno ad ospitare i bambini, ma in una modalità differente. L’obiettivo è di realizzare uno spazio di aggregazione sociale che possa ospitare non solo i bambini, ma anche i loro genitori, creando un luogo protetto e stimolante per esperienze di socializzazione e aggregazione in grado di offrire la possibilità di conoscere e utilizzare una grande quantità di giochi e materiali vari. Verranno avviati inoltre laboratori manuali, creativi, espressivi e di costruzione in cui si concretizzino inoltre il prestito di giochi ed attività di animazione tematica. «Il nostro intento - sottolinea l'assessore al sociale Cristina Marigo - è quello di mettere a disposizione dei bambini, dei ragazzi e delle loro famiglie tutto lo spazio nel quale un tempo c'era l'asilo nido Bambi, affinché al suo interno vengano realizzate attività di carattere non solo ludico, ma anche educativo e di aggregazione sociale. Una utilizzazione sperimentale perché si tratta di far coesistere realtà del territorio aventi destinatari e finalità molto diverse tra loro». L'avviso pubblico è stato pubblicato sul sito internet comunale. Le realtà interessate dovranno farsi avanti e presentare le loro proposte entro il 6 aprile allo sportello QuiSociale. Verranno ammesse esclusivamente associazioni di volontariato o di promozione sociale, soggetti in possesso di qualifica onlus e in generale organismi che non perseguono fini di lucro. L'ente selezionato dovrà farsi carico economico solo del deposito cauzionale di 500 euro e del rimborso delle spese per i servizi e a rete pari a 465 euro annui. Le domande verranno esaminate da un’apposita commissione che accerterà il possesso dei requisiti di ammissione e valuterà a proprio insindacabile giudizio i progetti presentati. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvia Dal Ceredo
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